Rassegna settimanale 19-25 luglio: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 19-25 luglio: Africa Subsahariana

 

19 luglio, NIGERIA – Boko Haram conquista Damboa

Boko Haram ha assunto il controllo della città di Damboa nel Borno del sud.

La setta islamica ha piantato la propria bandiera in segno di vittoria e si è installata nella città. Quest’ultima è una conquista decisamente strategica dato che, trovandosi lungo la strada Biu/Maiduguri, rende inagibile l’utilizzo delle principali autostrade.

Fonte: This Day

Link: http://allafrica.com/stories/201407200022.html

KENYA – Attacco di al-Shabab lungo la costa keniana 

Il gruppo ribelle somalo di al-Shabab ha nuovamente colpito in Kenya: questa volta il target dell’attentato è stato un bus che viaggiava da Mombasa a Lamu.

Diversi uomini armati hanno bloccato il passaggio del mezzo e hanno aperto il fuoco, uccidendo almeno sette persone. Successivamente, i ribelli hanno mirato al veicolo della polizia arrivato sul luogo della tragedia.

Abdulaziz Abu Musab, portavoce di al-Shabab ha descritto l’attacco in Kenya come “propaganda”. Egli ha dichiarato che si è trattato della risposta islamica alle affermazioni keniane di voler disporre un numero maggiore di truppe lungo la costa per rafforzare la sicurezza.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-28385445

20 luglio, SUD SUDAN – L’ONU condanna il nuovo attacco in Sud Sudan e invita le parti a riprendere le trattative di pace

La missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (UNMISS) ha confermato che diversi giovani armati e soldati della SPLA, opposti all’attuale governo e fedeli all’ex vice presidente Riek Machar, hanno attaccato Nassir Town, nello stato del Nilo Superiore.

Si tratta della più seria ripresa delle ostilità a partire dal 9 maggio, quando il Presidente Salva Kir Mayardit e Machar si erano incontrati nella capitale etiope Addis Abeba per riconfermare il proprio comune impegno al rispetto del “Accordo sulla cessazione delle ostilità” firmato lo scorso 23 gennaio.

Il Segretario Generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon e i maggiori funzionari ONU presenti in Sud Sudan chiedono il blocco immediato di tutte le azioni offensive e invitano entrambe le parti a riprendere i negoziati di pace sospesi.

Fonti: UN News Centre

Link: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=48312#.U9YVu_l_uGk

21 luglio, NIGERIA – Damboa permane nelle mani di Boko Haram

I militanti islamisti di Boko Haram hanno assunto il controllo della città chiave di Damboa, nel nord-est della Nigeria.

L’attacco, avvenuto tra venerdì e sabato, ha provocato la morte di 40 persone e ha messo in fuga le forze armate di difesa. Da domenica, la bandiera nera di Boko Haram sventola su Damboa.

Quest’ultima è una delle maggiori città dello stato di Borno, snodo commerciale fondamentale per i villaggi vicini. Essa si trova a 85 km da Maiduguri, il quartier generale del gruppo islamista, prima di esser stato cacciato dalle forze armate del governo.

Chris Olukolade, portavoce dell’esercito, ha dichiarato che le milizie governative stanno consolidando la propria presenza nell’area sottratta dai ribelli: “Non concederemo la benché minima parte del nostro Paese a Boko Haram” ha aggiunto.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-28406645

22 luglio, REPUBBLICA CENTRAFRICANA – Sospensione dei negoziati di pace: i ribelli Seleka non si presentano

I negoziati di pace tra il governo della Repubblica Centrafricana e i gruppi ribelli, iniziati lunedì nella vicina Repubblica del Congo, sono stati sospesi martedì, dopo che il maggiore gruppo ribelle, quello dei Seleka, non si è presentato alla seconda sessione delle trattative.

Lunedì, il leader dei Seleka Moussa Daffane aveva affermato che la divisione del Paese era una prerogativa fondamentale alla ripresa delle trattative tra il gruppo Seleka, a maggioranza musulmana, e quello anti-balaka, a maggioranza cristiana.

Egli suggeriva una divisione della Repubblica Centrafricana in due stati: uno musulmano a nord e uno cristiano a sud.

L’interruzione dei negoziati ha tuttavia bloccato il proseguimento del dialogo. Non si sa ancora se i delegati Seleka ritorneranno al tavolo delle trattative per il terzo e ultimo round di negoziati, previsto per domani.

Fonte: Voice of America

Link: http://allafrica.com/stories/201407230948.html

23 luglio, ETIOPIA/ SUD SUDAN – Rifugiati sudsudanesi in Etiopia: l’ONU lancia un appello ai propri membri

Secondo John Ging, Direttore operativo dell’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), quella del Sud Sudan rappresenta una delle maggiori crisi umanitarie al mondo, in rapido peggioramento.

Difatti, dallo scoppio delle violenze nel 2013, circa 180,000 rifugiati sono fuggiti in Etiopia e sembra che tale cifra possa raggiungere i 300,000-350,000 uomini entro la fine dell’anno corrente.

Ging ha fatto un appello urgente ai membri ONU perché sostengano l’Etiopia nella sua missione di sostegno dei rifugiati sudsudanesi, il 90% dei quali è rappresentato da donne e bambini e il 70% da minorenni.

Egli ha lodato il governo etiope per aver accolto un gran numero di rifugiai e per aver lasciato aperti i propri confini, nonostante l’Etiopia non sia un Paese molto ricco.

Ora l’appello ai 193 membri delle Nazioni Unite è quello di alleggerire il governo etiope da questo pesante carico, sostenendo la sua missione umanitaria che, al momento, solo 18 Paesi stanno finanziando.

Fonte: UN News centre

Link: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=48335#.U9Yjlfl_uGk

24 luglio, SUD SUDAN – Riprendono le trattative di pace

L’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) ha annunciato che i negoziati di pace in Sudan del Sud, guidati dall’IGAD stessa, riprenderanno il giorno 30 luglio.

Durante le scorse settimane, gli inviati speciali dell’IGAD hanno condotto consultazioni con tutti gli attori che prenderanno parte al processo di pace sudsudanese, allo scopo di valutare i progressi del processo di pace e l’implementazione delle risoluzioni stabilite dall’ultimo summit intergovernativo risalente al 10 giugno.

Tali risoluzioni prevedevano l’impegno al rispetto di due principi: quello di concludere la guerra e quello di stabilire un Governo transitorio di unità nazionale.

Gli inviati speciali hanno incontrato i rappresentanti delle parti belligeranti ad Addis Abeba, Nairobi e Giuba. Inoltre si sono consultati con il governo sudsudanese, con i partiti politici e con le organizzazioni religiose e quelle della società civile.

Tutti hanno confermato il proprio impegno a concludere il processo di negoziazioni che inizierà il 30 luglio e si concluderà il 10 agosto. Tale processo dovrebbe condurre alla firma dell’Accordo sulla cessazione delle ostilità e alla creazione di un Governo transitorio di unità nazionale.

Fonte: Government of Ethiopia

Link: http://allafrica.com/stories/201407250236.html

25 luglio, REPUBBLICA CENTRAFRICANA – Il capo ribelle Seleka respinge il cessate il fuoco

I ribelli Seleka hanno rifiutato l’accordo di cessate il fuoco firmato giovedì e hanno ribadito la loro richiesta di dividere il Paese in due parti: una musulmana e una cristiana.

Joseph Zoundeiko, capo militare Seleka, ha dichiarato che le sue forze armate ignoreranno il cessate il fuoco, sostenendo che il tempo della Repubblica Centrafricana come stato nazionale sia concluso. Ha pertanto richiesto un’immediata suddivisione del Paese in due stati: uno musulmano a nord e uno cristiano a sud.

Tuttavia, a dispetto delle continue violenze, i leader politici di entrambe le parti sono ancora fiduciosi: essi sostengono che una riconciliazione  non solo sia auspicabile, ma che essa sia anche realizzabile.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-28487894

(Featured Image Source: https://www.flickr.com/photos/dfid/7118597209/sizes/m/in/ )