Rassegna settimanale 8 -14 aprile 2019: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 8 -14 aprile 2019: Africa Subsahariana

8 aprile, Ruanda- Il Ruanda onora le vittime del genocidio di 25 anni fa

Il Ruanda ha iniziato la settimana di cerimonie solenni per commemorare le 800.000 vittime del genocidio di 25 anni fa.

Il Presidente, Paul Kagame,  ha deposto una corona al memoriale di Gisozi, dove un quarto dei morti è seppellito.

I 100 giorni del massacro sono iniziati il 6 aprile del 1994, dopo che il Presidente Juvenal Habyarimana e la sua controparte del Burundi Cyprien Ntaryamira of Burundi — entrambi Hutu – furono uccisi in un incidente aereo sopra la capitale del Ruanda. Gli attentatori sono furono mai scoperti.

Nel pomeriggio di domenica, centinaia di persone hanno sfilato dal Parlamento allo stadio.

All’interno dello stadio le luci sono state spente e lo stadio è rimasto illuminato sono da candele mentre parlavano i sopravvissuti.

Dopo che l’aereo del Presidente Habyarimana cadde, soldati e membri Hutu iniziarono una sistematica campagna di sterminio della minoranza Tutsi. Circa 10000 furono uccise ogni giorno, il 70% dei Tutsi fu sterminati.

Il massacro finì nel luglio del 1994, quando l’esercito di Kagame entrò nel Paese dall’Uganda e prese il controllo del Paese.

Kagame, che ha vinto le ultime elezioni nel 2017 con quasi il 99% dei voti, respinge le critiche sulle misure di controllo imposte sui media e contro l’opposizione, puntando sulla crescita economica e la relative pace nel Paese dal genocidio.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1RK0MT-OZATP

9 aprile, Sudan – Manifestanti uccisi e decine i feriti

Circa 20 persone sono state uccise e dozzine i feriti in un attacco contro i manifestanti che chiedono la caduta del governo del Presidente Bashir.

Le milizie armate leali al governo del Sudan hanno lanciato una serie di attacchi contro i dimostranti. I testimoni hanno affermato che sono stati usati gas lacrimogeni e vere munizioni.

Ci sono notizie di decine di piccole proteste in tutto il Paese. La “Troika” Stati Uniti, Gran Bretagna e Norvegia hanno emesso una dichiarazione congiunta chiedendo al governo del Sudan di fermare le violenze contro i manifestanti, togliere lo stato di emergenza e avviare un dialogo politico.

Il Presidente Bashir ha riconosciuto come legittime le proteste dei manifestanti ma ha affermato che devono essere pacifiche e passare attraverso il voto.  Ufficialmente sono 38 le persone morte  dall’inizio delle proteste ma per Human Right Watch sono almeno 51. Centinaia sono state arrestate e sono finite in prigione.

Secondo gli analisti è difficile predire come si evolverà la situazione: Bashir potrebbe dimettersi o andare in esilio, consentendo una governo di transizione.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2019/apr/09/sudan-protests-heavy-gunfire-heard-at-anti-government-rally

10 aprile, Sudan – Parla Salah, la ragazza simbolo delle proteste in Sudan

La foto di una giovane donne è diventata il simbolo delle proteste in Sudan. La ragazza si chiama Alaa Salah, studentessa di architettura di 22 anni a Khartum.

Salah ha affermato al Guardian di essere felice che la sua immagine, scattata lunedì sera durante una manifestazione nella capitale sudanese, abbia fatto il giro del mondo.

“Sono felice che la mia foto sia stata vista in tutto il mondo e abbia fatto conoscere la rivoluzione in corso in Sudan…Dall’inizio delle proteste, esco ogni giorno e partecipo alle proteste perché i miei genitori mi hanno cresciuto facendomi amare la mia casa”.

L’ondata di proteste contro i 30 anni di potere di Omar al-Bashir è iniziata in dicembre e si è intensificata nel weekend invadendo la capitale del Sudan.

Salah ha dichiarato di non provenire da un contesto politico ma che è scesa in strada per combattere per un miglior Sudan.  “”Il giorno che mi hanno scattato la foto, sono andata a 10 differenti raduni e ho letto poemi rivoluzionari. All’inizio ho incontrato sei donne e ho cominciato a cantare e loro con me, poi il numero di persone è cresciuto. Sono abituata a fare presentazioni all’università, non ho problemi a parlare a davanti alle persone”.

La madre di Salah è una designer di moda e il padre è proprietario di una impresa di costruzioni.

Vestita con il toub, il tradizionale vestito sudanese, la ragazza ha affermato  che: “ Il toub è un segno di potere e ci ricorda i Kandakas, le regine del regno nubiano di Kush, che governarono i Sudan più di 3000 anni fa”.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/global-development/2019/apr/10/alaa-salah-sudanese-woman-talks-about-protest-photo-that-went-viral#img-1

11 aprile, Sudan – Deposto dai militari Bashir, i manifestanti chiedono un governo civile

Il Presidente Omar al-Bashir, che ha guidato il Sudan per 30 anni, è stato deposto e arrestato da un colpo di stato delle forze armate ma i manifestanti nelle strade chiedono di dare il potere ai civili.

La cacciata di Bashir, 75 anni, è il risultato di mesi di proteste contro il potere.

In un discorso alla televisione, il Ministro della Difesa Awad Mohamed Ahmed Ibn Auf,  ha annunciato un periodo di due anni di potere militare per accompagnare il Paese alle elezioni presidenziali.  Ha dichiarato che Bashir si trova in un posto sicuro e che ora il Paese sarà guidato da un consiglio militare. Ibn Auf ha annunciato lo stato di emergenza, un cessate il fuoco in tutto il Paese e la sospensione della costituzione.

L’Associazione dei principali organizzatori delle proteste contro Bashir, the Sudanese Professionals Association (SPA),  ha rigettato i piani del Ministro e ha invitato i manifestanti a continuare il sit-in fuori dal Ministero.

Subito dopo, centinaia di dimostranti hanno occupato le strade di Khartum,  contro il governo di transizione.

Secondo fonti raccolte dalla Reuters, Bashir si troverebbe nella sua residenza presidenziale sotto “stretto controllo”. L’ex Presidente è stato incriminato dalla Corte Penale internazionale e deve affrontare un mandato di arresto per le accuse di genocidio in Sud Sudan.

Il nome che circola come successore di Bashir è quello del Ministro della Difesa.

Bashir, che ha preso il potere nel 1989, è stata una figura divisiva sopravvivendo a numerose crisi interne. Il Sudan ha sofferto di prolungati periodi di isolamento internazionale dal 1993. Nel 2005 è iniziata una lunga guerra con i separatisti del Sud che ha portato alla nascita nel 2011 dello stato indipendente del Sud Sudan.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1RN1E6-OZATP

12 aprile, Congo- Uccisi 36 ribelli del Burundi

Le truppe del Congo hanno ucciso 36 ribelli del Burundi negli scontri nell’est della Repubblica Democratica del Congo e tre soldati congolesi sono morti. L’esercito congolese ha lanciato una serie di operazioni fra il 6 e il 8 aprile nelle province orientali del Sud Kivu allo scopo di riguadagnare terreno contro i gruppi ribelli del Burundi delle National Liberation Forces (FNL) e the Burundian Republican Forces (FOREBU).

The FNL è uno dei gruppi ribelli degli Hutu che ha lottato in Burundi contro il governo guidato dai Tutsi nella guerra civile fra  il 1993 e il 2005. Sebbene ufficialmente il gruppo è stato disarmato nel 2009, alcune sacche sono rimaste attive nel Congo dell’Est.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1RO1HX-OZATP

13 aprile 2019, Sudan – Il nuovo consiglio militare promette un governo civile per il Sudan

Il nuovo consiglio militare del Sudan ha affermato che sarà costituito un governo civile dopo le consultazioni con l’opposizione e ha promesso che il periodo di transizione durerà al massimo due anni.

Nel suo primo discorso alla televisione, Il General Abdel Fattah al-Burhan Abdelrahman ha dichiarato che cancellerà il coprifuoco notturno imposto dal suo predecessore  e ordinerà la liberazione di tutti le persone imprigionate durante le misure di emergenza messe in campo dal deposto Presidente Omar al-Bashir.

Una coalizione dei gruppi che hanno guidato la protesta ha detto di aver accettato un invito da parte delle forze armate per un incontro che si terrà domenica per discutere la nascita di un governo di coalizione.

Bashir è stato deposto giovedì dopo settimane di proteste di massa nate per la crescita dei prezzi del cibo, l’alta disoccupazione e la crescente repressione durante tre decenni di potere.

I leader delle proteste hanno chiesto alla persone di continuare a marciare per chiedere un governo civile.

Migliaia di persone si sono riunite di fronte al Ministero della Difesa al centro della capitale Khartum.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1RP0HM-OZATP

14 aprile, Sudan – Cacciato il Ministro della Difesa

Il consiglio militare ha rimosso il Ministro della Difesa Awad Ibn Auf, dal suo ruolo e sono stati rimossi anche gli ambasciatori del Sudan a Washington e a Ginevra.

Le ultime purghe sono il risultato del dialogo fra i militari e i capi delle manifestazioni che chiedono “il trasferimento del potere ad un governo civile”, migliaia di persone continuano a manifestare nelle strade della capitale.

Secondo la BBC, il consiglio militare ha arrestato membri del precedente governo.

Una delegazione di 10 persone come rappresentati dei gruppi di manifestanti ha incontrato oggi il consiglio militare.

“Manifesteremo fino a quando le nostre domande non saranno accolte” ha dichiarato uno dei leader delle proteste, Omar al-Degier.

Il Ministro delle Esteri del Sudan ha chiesto alla comunità internazionale di sostenere il Paese nella transizione verso la democrazia.

Il principale gruppo di protesta– the Sudanese Professionals (SPA) – ha reiterato la richiesta di un passaggio immediato del potere ad un governo civile, in caso contrario non finiranno le proteste.

Il capo del consiglio militare , il generale Abdel Fattah al-Burhan, ha promesso di smantellare il regime di Bashir e ha ordinato la liberazione di centinaia di politici detenuti.

Burhan ha preso il potere nel consiglio dopo  che il Ministero della Deifesa Awad Ibn Auf  ha lasciato il suo incarico 24 ore dopo la caduta di Bashir. Nel consiglio militare, composto da 10 membri, ci sono molti tuttavia diverse personalità che hanno avuto incarichi di rilievo nel governo dell’ex Presidente.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2019/apr/14/sudan-protesters-demand-civilian-government-in-talks-with-military-rulers

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