Rassegna settimanale 15-21 novembre 2021: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 15-21 novembre 2021: Africa Subsahariana

15 novembre 2021, Africa occidentale – UE pronta a sanzioni contro i mercenari russi

Lo scorso settembre, Reuters aveva rivelato come la giunta militare del Mali stesse valutando la possibilità di ricorrere all’aiuto dei russi del Gruppo Wagner nella regione del Sahel. La Francia sostiene che ciò non sarebbe accettabile, perché sul territorio sono ancora presenti le truppe francesi.

Per questo motivo, secondo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian, l’Unione Europea sarebbe pronta a stilare una bozza di possibili sanzioni da applicare al Gruppo Wagner. Per evitare procedure legali che porterebbero via molto tempo, le sanzioni che saranno approvate rientreranno, con ogni probabilità, nel frame legale europeo già esistente. Le sanzioni potrebbero essere applicate anche alle aziende che lavorano con il Gruppo Wagner.

Secondo gli ufficiali francesi, la giunta malese si è rivolta al Gruppo Wagner sperando, con il suo aiuto, di riuscire a rimanere ancorata al potere anche dopo il termine del periodo di transizione, fissato per il prossimo 27 febbraio, quando nel Paese si terranno le elezioni presidenziali e legislative.

Fonte: Reuters
Link:https://www.reuters.com/world/eu-ready-support-sanctions-russian-mercenaries-france-says-2021-11-15/

16 novembre 2021, Etiopia – Dichiarazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per gli arresti che, da due settimane, continuano nella capitale etiope Addis Abeba, così come nelle città di Gondar e Bahir Dar. La polizia starebbe approfittando eccessivamente dello stato di emergenza dichiarato nel Paese lo scorso 2 novembre per arrestare e perquisire le persone. Tali sviluppi sarebbero ancora più preoccupanti, poiché la maggior parte delle persone arrestate risultano essere di etnia Tigray e sarebbero spesso arrestate per il semplice sospetto di essere affiliate al gruppo TPLF (Tigray People’s Liberation Front), o di sostenerlo.

Sarebbero almeno 1000 le persone arrestate nell’ultima settimana. È però possibile che le persone arrestate siano in realtà molte di più.

Le condizioni di prigionia sono generalmente scarse. Molti degli arrestati si trovano in stazioni di polizia sovraffollate, in violazione degli standard internazionali dei diritti umani. Molti sarebbero stati trattenuti senza essere stati informati delle ragioni del loro arresto, né sarebbero stati portati davanti a un giudice. Ci sono anche testimonianze di maltrattamenti nelle prigioni.

Le Nazioni Unite chiedono che sia garantita la sicurezza dei detenuti, e che allo stesso modo sia garantito il rispetto dei diritti umani, tra i quali il diritto a un giusto processo.

Fonte: OHCHR
Link: https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/media.aspx?IsMediaPage=true

17 novembre 2021, ECOWAS – Capi militari dell’Africa occidentale partecipano al summit per la sicurezza

Il summit avrà durata di tre giorni, e si tiene a Abidjan, in Costa d’Avorio. Lo scopo dell’incontro è discutere della crescente presenza jihadista nella regione del Sahel.

Gli ufficiali dell’Economic Community of West African States (ECOWAS) discuteranno anche del processo di ritiro, attualmente in corso, delle truppe francesi impegnate negli sforzi antiterrorismo, e della proposta dell’Unione Africana di inviare tremila soldati nella regione.

Fonte: BBC News
Link:https://www.bbc.com/news/world/africa

18 novembre 2021, Nigeria – La Nigeria rimossa dalla watchlist statunitense dei Paesi in cui la libertà di culto è a rischio

Il Ministro dell’Informazione, Lai Mohammed, ha descritto la decisione americana come “giusta e corretta.” “La Nigeria salvaguarda gelosamente la libertà religiosa, e prende molto seriamente le violazioni” ha dichiarato.

La decisione statunitense è stata presa alla vigilia della visita del Segretario di Stato Antony Blinken in Nigeria.

Lo scorso aprile, la Commissione del Governo statunitense sulla Libertà Religiosa Internazionale (USCIRF) aveva raccomandato di lasciare la Nigeria nella watchlist, a causa delle violenze perpetrate dai militanti islamisti e da altri attori non statali, ma anche a causa delle discriminazioni, delle detenzioni arbitrarie e delle sentenze capitali emesse dalle autorità statali per casi di “blasfemia.”

Fonte: BBC News
Link:https://www.bbc.com/news/world/africa

19 novembre 2021, Etiopia – Rilasciati sei dipendenti delle Nazioni Unite

Altri cinque rimangono in prigione.

Il Ministro degli Affari Esteri etiope aveva spiegato che il loro arresto non aveva nulla a che fare con l’organizzazione per la quale lavorano.

Le autorità, infatti, hanno negato di aver preso come target per gli arresti una qualunque categoria specifica di persone: quelli arrestati durante le proteste avrebbero contravvenuto alle leggi di emergenza.

Fonte: BBC News
Link:https://www.bbc.com/news/world/africa

20 novembre 2021, Africa – Blinken: gli USA investono in Africa senza imporre debiti insostenibili

Il Segretario di Stato americano lo ha dichiarato mentre assisteva alla firma di un contratto valido più di un miliardo di dollari a Dakar, capitale del Senegal. Gli accordi tra le aziende statunitensi e il Senegal sono parte del progetto americano per aiutare l’Africa a costruire infrastrutture attraverso accordi trasparenti e sostenibili.

Blinken ha fatto attenzione a non criticare direttamente la Belt and Road Initiative cinese.

Il Senegal ha rappresentato la tappa finale del tour africano di Blinken, che ha visitato anche Kenya e Nigeria e dove ha cercato di dare un tono diverso alle relazioni tra gli USA e i Paesi africani rispetto a quello dell’ex Presidente Trump.

Fonte: Reuters
Link:https://www.reuters.com/markets/rates-bonds/blinken-says-us-investing-africa-without-unsustainable-debt-2021-11-20/

21 novembre 2021, Sudan – L’esercito reintegra il Primo Ministro civile Hamdok

Abdalla Hamdok è apparso in TV per firmare un accordo di condivisione dei poteri con il leader del golpe militare, il generale Abdel Fattah al-Burhan. Ciononostante, la coalizione civile che aveva nominato Hamdok come proprio Primo Ministro due anni fa non ha riconosciuto la validità dell’accordo, ritenendo che sia stato estorto con la violenza. Intanto, le proteste di strada contro il colpo di stato continuano.

Dal 25 ottobre, giorno del golpe, sarebbero almeno 40 le persone morte durante le proteste.

Fonte: BBC News
Link: https://www.bbc.com/news/world-africa-59364349

(Featured Image Source: Wikimedia Commons)