Tra immagine e influenza, la propaganda cinese non è solo un apparato comunicativo, ma un vero strumento di governo. Questo dossier ricostruisce l’evoluzione storica, istituzionale e strategica della propaganda della RPC, mostrando come Pechino abbia adattato linguaggi, canali e narrazioni per consolidare il consenso interno e proiettare potere all’esterno. Dai media tradizionali all’uso sofisticato delle piattaforme digitali, emerge un sistema flessibile, centralizzato e profondamente politico, capace di ridefinire i confini tra
informazione, persuasione e diplomazia.
Mentre la Corea del Nord diventa un limbo in cui la salute di Kim Jong-un pare precaria e la popolazione prende d’assalto i negozi per il panico da COVID-19, Starbucks punta al mercato cinese con una nuova campagna green e la Cina ritorna ai propri interessi nel Mar Cinese Meridionale, ammorbidisce la posizione dell’UE sulla disinformazione in Cina e inizia la sua prima azione penale contro un cittadino straniero.
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