Rassegna settimanale 4 - 10 marzo 2019: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 4 – 10 marzo 2019: Africa Subsahariana

6 marzo, Africa – L’Unione Europea dichiara che la crisi migratoria è finita

L’Unione Europea ha pubblicato un documento in cui dichiara che la crisi migratoria è terminata. Lo scopo è quello di combattere con la verità (disposta in 15 punti) le posizioni di coloro che portano avanti “bufale”, “disinformazione” e falsi stereotipi relative ai migranti a fini elettorali, come il fatto che i migranti portino malattie o rappresentino un fardello economico per i Paesi di accoglienza.

Frans Timmermans, il primo vice-presidente dell’UE, ha dichiarato: “l’Europa non sta più attraversando una crisi migratoria come quella che abbiamo vissuto nel 2015, tuttavia rimangono problemi strutturali”. Secondo l’UNHCR nel 2018 sono state 116,647 le persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo, una riduzione di ben l’89% rispetto alla cifra avuta nel 2015, durante l’apice della crisi. L’Ue sembra aver abbandonato toni diplomatico-burocratici dopo il violento scambio con Viktor Orbàn, in merito ad una campagna promossa dal premier ungherese che conteneva messaggi fuorvianti e faziosi sui migranti. Alcuni manifesti raffiguravano il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, insieme al filantropo ungaro-americano George Soros.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2019/mar/06/eu-declares-migration-crisis-over-hits-out-fake-news-european-commission

7 marzo, Mali – Sanità gratuita per le donne incinte e per i bambini sotto i 5 anni

Arriva la svolta in Mali. Dopo decenni tra i Paesi con i tassi di mortalità infantile e di donne incinte più alti, il Mali ha deciso di provvedere sanità gratuita per le donne incinte e i bambini sotto i 5 anni. La riforma è stata appena approvata dal Presidente Ibrahim Boubacar Keïta, che ha dichiarato che questo primo passo sarà seguito dalla distribuzione gratuita di contraccettivi in tutte le aree del Mali. I medici, le agenzie internazionali umanitarie e i cittadini del Mali hanno definito questo momento come “straordinario”, per una nazione come il Mali che ha lottato a lungo contro malattie come malaria, pneumonia e diarrea che causavano la morte di migliaia di bambini prima del loro quinto compleanno. Il tasso di mortalità infantile, stimato su 106 decessi ogni 1000 era tra i più alti al mondo. Dallo scorso anno, da quando i medici hanno cominciato ad offrire assistenza medica porta a porta, c’è stata una drastica diminuzione del 95% dei casi di decesso.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/global-development/2019/mar/07/incredible-moment-impoverished-mali-to-give-free-healthcare-to-under-fives

8 marzo, Repubblica Democratica del Congo – Kabila resta nella scena politica del Paese

Il partito dell’ex Presidente Joseph Kabila sceglierà il primo ministro e avrà un ruolo determinante nel governo del suo successore Felix Tshisekedi, mettendo in evidenza un accordo di potere condiviso nell’attuale patto di governo. L’hanno confermato voci da parte di entrambi i partiti, questo venerdì. I due partiti avevano inoltre annunciato mercoledì, alcuni piani vaghi per riuscire a formare una coalizione di governo. Quello che si intuisce è che di sicuro Kabila rimarrà una figura influente nella politica congolese, nonostante abbia rinunciato alla presidenza dopo 18 anni di potere.

Gli ultimi risultati elettorali avevano assegnato alla coalizione di Kabila Common Front for Congo (FCC) 342 dei seggi del Parlamento su un totale di 485.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/drcNews/idAFL5N20V3WO

10 marzo, Sudan – La Gran Bretagna e l’appoggio al regime di Khartoum accusato di genocidio

I protestanti in Sudan continuano a richiedere quotidianamente libertà e il ritorno allo stato di diritto. Il problema non è solo il Presidente accusato di genocidio e di crimini di guerra dalla Corte Internazionale di giustizia, ma il regime stesso, la sua corruzione e la sua mancanza di rispetto per i diritti umani e civili. Infatti, nonostante il formale appoggio all’operato della Corte Internazionale di giustizia, ci sono molti attori internazionali alla ricerca di una soluzione “più soft”, meno drastica, più utile, in nome di una presunta stabilità. Tuttavia i cittadini sudanesi non credono che l’attuale Sudan sia stabile.

Nonostante questo, la Gran Bretagna ha instaurato un dialogo con il regime repressivo sudanese. Una partnership con lo stesso regime accusato di genocidio in Darfur, con lo scopo di gestire e arginare il flusso migratorio verso l’Europa. Ricordiamo come la Gran Bretagna continui a tacere sull’uccisione dei protestanti, uccisi a colpo di esecuzioni sommarie, torture o detenuti, colpiti pubblicamente, davanti agli occhi di tutti.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2019/mar/10/britains-flawed-dialogue-with-sudan-regime

Africa – Gli inquirenti indagano come un pilota “eccellente” non sia stato in grado di evitare il disastro della compagnia di linea Ethiopian

A bordo del Boeing 737–800 MAX della Ethiopian Airlines che si è schiantato domenica mattina, esattamente 6 minuti dopo il decollo da Addis Abeba, sono morte157 persone di 33 nazionalità diverse. L’incidente è avvenuto questa mattina alle 8.44. La Francia ha accettato di analizzare la scatola nera dell’aereo. Nulla si sa ancora sulle cause dell’incidente. La National Transportation Safety Board, un’agenzia indipendente che si occupa di sicurezza aerea, invierà degli esperti per affiancare la compagnia etiope nelle indagini. Un aereo dello stesso modello era caduto lo scorso ottobre in Indonesia, sempre pochi minuti dopo il decollo, provocando la morte di tutte le 189 persone a bordo. Non ci sono per ora le prove per affermare che i due incidenti abbiamo cause comuni, ma l’Ethiopian Airlines ha ritirato tutti i suoi 737 Max 8.

Fonte: The Guardian

Link: https://www.theguardian.com/world/2019/mar/10/ethiopian-airlines-says-kenya-flight-with-157-onboard-has-crashed

 

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