RASSEGNA SETTIMANALE 28 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2019: AFRICA SUBSAHARIANA

RASSEGNA SETTIMANALE 28 OTTOBRE – 3 NOVEMBRE 2019: AFRICA SUBSAHARIANA

28 ottobre, Etiopia – Washington ospiterà un meeting per risolvere la questione GERD

L’amministrazione Trump ha invitato Egitto, Etiopia e Sudan a prendere parte ad un meeting a Washington il 6 novembre prossimo, il cui obiettivo sarà quello di risolvere la questione relativa alla costruzione della GERD. Il progetto di realizzazione della diga è alla base di una disputa tra Egitto ed Etiopia, che hanno opinioni differenti riguardo le modalità di gestione dell’intero impianto idroelettrico. Ad oggi non è chiaro se Etiopia e Sudan parteciperanno all’incontro, mentre il Cairo ha già confermato la sua presenza. La speranza è che il meeting, per cui non sembra essere prevista la presenza di mediatori, possa contribuire a superare la fase di impasse in cui si trova il progetto, portando così a termine, finalmente, la realizzazione della diga.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKBN1X90QU-OZATP

29 ottobre, Camerun – Una frana uccide 42 persone

A Bafoussam, nel Camerun occidentale, una frana causata dalle forti piogge che si sono abbattute sulla regione, ha ucciso 42 persone. Le testimonianze raccontano di un forte boato, simile ad un’esplosione, a cui è seguita una scossa che ha causato lo smottamento di terreno. Le forti piogge hanno reso difficoltoso l’accesso alla zona e hanno ritardato l’avvio delle operazioni di soccorso, motivo per cui numerose persone risultano ancora disperse. I sopravvissuti e i residenti delle zone circostanti sono stati costretti ad evacuare. Il governo camerunense ha stanziato circa 5 milioni di franchi Cfa a sostegno delle vittime.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKBN1X81T5-OZATP

30 ottobre, Sud Sudan – Chiesta una proroga di sei mesi per la creazione di un’amministrazione “unita”

L’opposizione chiede di rimandare di sei mesi la scadenza per la formazione di un “governo unito”, a cui possano prendere parte anche i ribelli. L’atteggiamento del governo, alla ricerca di punti di incontro con l’opposizione, è stato fortemente criticato dall’ex leader ribelle Riek Machar, che ritiene sia impossibile raggiungere un accordo entro il 12 novembre, data stabilita dopo mesi di tensioni e di pressioni da parte della comunità internazionale.

Il Presidente Salva Kiir si è, invece, detto pronto a dar vita ad un governo in cui anche l’opposizione possa essere adeguatamente rappresentata; egli è sicuro che le negoziazioni porteranno al raggiungimento dell’obiettivo imposto dalle Nazioni Unite entro il 12 novembre, rispettando così le scadenze internazionali.

Tuttavia, l’accordo di pace stipulato tra governo e ribelli non prevede l’integrazione dei ribelli nelle forze armate e ci sono dettagli dell’accordo che non sono stati condivisi da entrambe le parti. Ciò rende estremamente precario l’equilibrio che si è creato nel paese e il raggiungimento di una soluzione al conflitto tra le parti sembra un obiettivo sempre più lontano.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKBN1X9198-OZATP

31 ottobre, Bloccati account Facebook russi dopo interferenze nella politica di Paesi africani

Facebook ha bloccato tre reti di account russi che hanno cercato di interferire nella politica interna di otto paesi africani: Madagascar, Repubblica Centrafricana, Mozambico, Congo, Cosa d’Avorio, Camerun, Sudan e Libia. Tali account hanno portato avanti la promozione degli interessi russi nel continente, interferendo anche nelle elezioni di Madagascar e Mozambico e criticando le decisioni di politica estera prese da Francia e USA nei confronti del continente africano.

Gli account diffondevano notizie locali e internazionali, concentrandosi sugli investimenti russi in Africa e mostrandone i lati positivi, diffamando le strategie adottate dai paesi occidentali per esercitare controllo sulla regione subsahariana.

I fautori di quanto accaduto non sono solo russi: i gestori degli account hanno, infatti, trovato l’appoggio di sostenitori locali, che hanno contribuito alla diffusione delle notizie e dei contenuti filorussi.

Fonte: Al Jazeera
Link: https://www.aljazeera.com/news/2019/10/facebook-suspends-russia-linked-accounts-meddling-africa-191030171903171.html

1 novembre, Kenya – Nairobi affronta una gravissima crisi idrica

La capitale Nairobi sta affrontando uno stato di emergenza riguardante l’approvvigionamento di acqua da parte della popolazione, che spinge le persone ad acquistare acqua di scarsa qualità, proveniente da fonti contaminate. Il presidente della Nairobi City Water and Sewerage Company (NCWSC) è recentemente apparso sulle tv locali esprimendo forte preoccupazione riguardo l’aumento della richiesta di acqua potabile dovuto all’aumento della popolazione della capitale. Dal 2017 è attivo un programma di razionamento che permette a diverse aree della città di avere accesso all’acqua potabile solamente in alcuni giorni della settimana e solamente per poche ore. La capacità di rispondere all’aumento della domanda di acqua potabile da parte della popolazione dipende dalla capacità di espandere il sistema di distribuzione, i cui lavori di ampliamento e sistemazione dovrebbero essere completati solo entro la fine del prossimo anno. Per questo motivo sono molti gli abitanti della capitale che ricorrono al consumo di acqua proveniente da fonti che spesso distribuiscono acqua contaminata, danneggiando la salute delle persone.

Fonte: BBC News
Link: https://www.bbc.com/news/world-africa-50253189

2 novembre, Mali – Nuovo attentato rivendicato dallo Stato Islamico

Il bilancio dell’ultimo attacco terroristico in Mali è di almeno 54 vittime, di cui 53 militari e un civile. Secondo fonti internazionali si tratterebbe di uno dei numerosi attacchi rivendicati dallo Stato Islamico che si sono succeduti dal momento in cui le forze speciali dell’esercito americano hanno ucciso Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell’ISIS. Questa scia di attentati sembrerebbe essere, quindi, una vera e propria ritorsione per l’assassinio del leader.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKBN1XD04F-OZATP

3 novembre, Congo – Assassinato un giornalista che aveva fatto luce sull’epidemia di ebola

Il giornalista congolese Papy Mumbere Mahamba, tra i primi ad aver riportato notizie riguardanti l’epidemia di ebola, è la vittima di un attacco molto violento compiuto per mano di sconosciuti. Gli assassini si sono introdotti nell’abitazione di Papy Mumbere Mahamba a Lwemba, nella provincia Ituri, dove hanno ucciso il giornalista e ferito la moglie, prima di dare fuoco all’edificio. Nel corso dell’ultimo anno, come riporta l’editore del BBC World Service’s Africa, ci sono stati numerosi attacchi nei confronti di persone che concentrano la loro attività sul tentativo di combattere l’epidemia della malattia che ha già causato migliaia di vittime e che sembra non arrestarsi. Tale violenza è probabilmente dovuta al fatto che, per molte persone, l’epidemia non sia reale e che si tratti solamente di un complotto per danneggia il Congo. Inoltre, nel momento in cui i medici cercano di convincere coloro che hanno contratto la malattia a non ricorrere ai rituali della tradizione, ma a fare affidamento su medicinali e cure mediche, accade spesso che le reazioni da parte della popolazione siano piuttosto violente.

Fonte: BBC News
Link: https://www.bbc.com/news/world-africa-50283286

 

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