Rassegna settimanale 17-23 ottobre 2022: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 17-23 ottobre 2022: Africa Subsahariana

17 ottobre 2022, ETIOPIA – ONU: La guerra in Etiopia sta sfuggendo al controllo

António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha esortato a una veloce ripresa dei negoziati di pace per l’Etiopia, dove “la situazione sta sfuggendo al controllo”.
In una dichiarazione relativa alla guerra civile, che continua da ormai 23 mesi, ha aggiunto che i civili stanno pagando il prezzo più alto di questa situazione: la violenza e la distruzione hanno raggiunto livelli allarmanti. Il tessuto sociale è stato fatto a pezzi. Gli attacchi colpiscono indiscriminatamente anche le aree residenziali, danneggiando le infrastrutture, limitando l’accesso a servizi vitali e, soprattutto, uccidendo un numero sempre maggiore di civili.
Guterres ritiene che non ci possa essere una soluzione militare al conflitto, e ha esortato le truppe dell’Eritrea (che combattono al fianco dell’esercito governativo) a ritirarsi immediatamente dal territorio etiope.
Dopo la rottura del cessate il fuoco dello scorso agosto, l’invio di aiuti nella regione del Tigray è stato nuovamente sospeso. I combattimenti continuano, e report affermano che le forze governative avrebbero catturato la città di Shire, di vitale importanza strategica nel Tigray.
Fonte: BBC News

18 ottobre 2022, MALI – Il Mali minaccia di difendersi contro le violazioni francesi alla sua sovranità

Il Ministro degli Esteri del Mali, Abdoulaye Diop, ha dichiarato che il Governo militare eserciterà il suo diritto all’autodifesa qualora la Francia continuasse a minare la sovranità e la sicurezza nazionale del suo Paese.
Parlando al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Diop ha accusato la Francia di aver violato il suo spazio aereo e di aver fornito armi ai militanti islamisti che, da un decennio a questa parte, battagliano nel nord del Paese.
La Francia ha negato le accuse, che definisce “diffamanti”.
Le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite a partire dal golpe dell’agosto del 2020, in seguito al quale la Francia ha ritirato le proprie truppe, che, dal 2013, aiutavano il Governo a combattere l’insorgenza islamista.
Diop ha anche negato le accuse mosse dall’ONU e da altri organismi, secondo i quali l’esercito del Mali si sarebbe macchiato di violazione dei diritti umani. Diversi report, infatti, accusano i soldati del Mali e i mercenari russi che collaborano con il Governo militare di abusi e dell’uccisione di civili sospettati di rapporti con i jihadisti.
Oltre alla Francia, diversi altri Paesi europei hanno interrotto quest’anno il loro coinvolgimento in Mali, proprio a causa della collaborazione tra la giunta e i mercenari russi. Da allora, i jihadisti stanno avanzando nel Paese.
Lunedì, quattro peacekeepers dell’ONU sono stati uccisi in diversi attacchi nel Nord del Paese.
Fonte: Reuters

19 ottobre 2022, MADAGASCAR – Ministro rimosso per aver votato contro l’annessione russa dell’Ucraina

Il Presidente del Madagascar, Andriy Rajoelina, ha rimosso dall’incarico il Ministro degli Esteri: lo scorso mercoledì, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva votato la condanna ai referendum con i quali la Russia aveva “tentato di annettere illegalmente” quattro regioni ucraine, e aveva chiesto alla comunità internazionale di non riconoscere la mossa. Dei 193 Paesi membri, ben 143 avevano votato in favore della risoluzione, con la quale vengono anche riaffermate la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale dell’Ucraina all’interno dei confini riconosciuti dalla comunità internazionale. Richar Randriamandrato, Ministro degli Esteri del Madagascar, ha votato in favore della risoluzione. Per questo motivo, secondo quanto dichiarato da due ufficiali del Presidente, è stato rimosso dal suo incarico.
L’invasione russa dell’Ucraina ha messo molte nazioni africane in una situazione diplomatica molto difficile: molte hanno una storia di relazioni complicate sia con l’Occidente che con l’ex Unione Sovietica, ma, al tempo stesso, legami economici importanti con la Russia. Per la maggior parte, hanno evitato di prendere posizione nel conflitto, frustrando alcune nazioni occidentali. Dei 35 Paesi che si sono astenuti dal voto della scorsa settimana, 18 sono africani. Fino alla scorsa settimana, anche il Madagascar si era sempre astenuto durante la votazione di risoluzioni relative alla crisi in Ucraina. Il Governo aveva ribadito la sua neutralità e il suo non allineamento.
Russia, Bielorussia, Corea del Nord, Siria e Nicaragua hanno votato contro la risoluzione.

Fonte: Reuters

20 ottobre 2022, CIAD – Decine di morti tra i protestanti che esigono il ritorno a un Governo di civili

I protestanti si erano raccolti nella capitale N’Djamena e nella seconda città del Paese, Moundou, per ricordare la data in cui, inizialmente, l’esercito aveva promesso di restituire il potere in mani civili. Il periodo di transizione è invece stato prolungato di altri due anni.
Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro i protestanti anti-governativi, uccidendone complessivamente almeno 60 e ferendone decine.

21 ottobre 2022, ETIOPIA – Sospese le deportazioni dei cittadini etiopi che si trovino negli USA

Ai cittadini etiopi negli USA saranno garantiti permessi di lavoro, mentre le deportazioni saranno sospese per 18 mesi: l’amministrazione Biden ha annunciato l’estensione del Temporary Protected Status (TPS) ai cittadini etiopi a causa del mortale conflitto armato che sta dilaniando la nazione africana: sarebbe infatti troppo pericoloso, per loro, tornare nel loro Paese d’origine in questo momento.
Allo stesso tempo, l’Unione Africana ha annunciato che il prossimo lunedì inizieranno dei nuovi colloqui di pace in Sudafrica, in seguito alla disponibilità data dal Governo etiope e dalle forze del Tigray.

Fonte: Al Jazeera

22 ottobre 2022, GUINEA – La giunta accetta di restituire il potere ai civili entro due anni

Lo scorso mese, la Guinea era stata sospesa dall’ECOWAS, il blocco delle nazioni dell’Africa occidentale. In seguito alla dichiarazione della sua intenzione a restituire il potere ai civili (dopo il golpe militare) entro tre anni, l’ECOWAS aveva minacciato di imporre al Paese nuove sanzioni: la giunta militare ha quindi accettato di completare la transizione democratica entro due anni. L’ECOWAS deve ancora accettare ufficialmente la nuova proposta della giunta, ma un time frame simile è già stato accettato alcuni mesi fa per il Mali.
Negli ultimi anni, l’ECOWAS è stato testimone di una serie di colpi di Stato militari nella regione: nel 2020 e nel 2021 in Mali; nel 2021 in Guinea; due volte nel 2022 in Burkina Faso. Per questo motivo, il blocco ha incrementato le missioni in questi Paesi, ma anche la pressione esercitata sui nuovi Governi affinché riducano i tempi per la transizione verso il potere democratico.

 

23 ottobre 2022, NIGERIA – Il petrolio rubato della Nigeria

Nella regione nigeriana del Delta è stata scoperta una rete di oleodotti illegali che si estendono per circa 4 km. Secondo Mele Kyari, capo della Nigerian National Petroleum Company Limited (NNPC), si tratta di un lavoro fatto da professionisti.

Il petrolio è la principale fonte di esportazioni della nazione, ma negli ultimi anni la produzione è calata proprio a causa dei furti: da 2,5 milioni di barili al giorno del 2011 a poco più di un milione nel luglio 2022. Ciò ha comportato, per il Paese, la perdita di circa 3,3 miliardi di dollari nel corso dell’ultimo anno.

Secondo molti, la scoperta di questi oleodotti illegali conferma i sospetti sull’esistenza di una forte corruzione nel settore: la scoperta è stata fatta da una compagnia di sicurezza privata, non dalle autorità preposte. Ma sembra improbabile che le autorità non fossero a conoscenza dell’esistenza di questi oleodotti.

 

(Featured Image Source: Wikimedia Commons)