Per decenni il Giappone ha costruito la propria identità politica e internazionale sul pacifismo del dopoguerra. Oggi, però, tra pressione cinese, instabilità regionale, vulnerabilità energetiche, incertezza sull’alleanza con gli Stati Uniti e ritorno della deterrenza, Tokyo sta ridefinendo il proprio ruolo strategico. Non si tratta soltanto di riarmo: è il progressivo superamento della cornice politica, simbolica e culturale che aveva plasmato il Giappone postbellico.
Tra immagine e influenza, la propaganda cinese non è solo un apparato comunicativo, ma un vero strumento di governo. Questo dossier ricostruisce l’evoluzione storica, istituzionale e strategica della propaganda della RPC, mostrando come Pechino abbia adattato linguaggi, canali e narrazioni per consolidare il consenso interno e proiettare potere all’esterno. Dai media tradizionali all’uso sofisticato delle piattaforme digitali, emerge un sistema flessibile, centralizzato e profondamente politico, capace di ridefinire i confini tra
informazione, persuasione e diplomazia.
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