Dal 1 Aprile 2026 il Giappone ha introdotto una riforma molto importante del diritto di famiglia che consente l’affidamento congiunto dei figli in caso di divorzio.
Questa riforma, considerata storica, quali cambiamenti porta? Avrà un impatto sulla questione della sottrazione dei minori o, invece, la questione dei figli contesi nella pratica resterà invariata?
Per capire meglio la riforma abbiamo intervistato il professor Giorgio Fabio Colombo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Negli ultimi anni il Partito Comunista Cinese ha esteso le proprie strategie di controllo oltre i confini nazionali, attuando forme di repressione transnazionale anche in Europa. Attraverso estradizioni, pressioni sulla diaspora, accordi bilaterali e strutture informali, Pechino mira a sopprimere il dissenso, sollevando gravi implicazioni per diritti umani, sicurezza e sovranità europea.
Troppo grande per essere marginale, troppo prudente per diventare una potenza apertamente assertiva: l’Indonesia occupa una posizione decisiva nell’Indo-Pacifico. Tra non-allineamento, centralità ASEAN, equilibrio tra Stati Uniti e Cina e crescente rilevanza marittima, Jakarta cerca di trasformare la propria autonomia in influenza regionale.
Per decenni il Giappone ha costruito la propria identità politica e internazionale sul pacifismo del dopoguerra. Oggi, però, tra pressione cinese, instabilità regionale, vulnerabilità energetiche, incertezza sull’alleanza con gli Stati Uniti e ritorno della deterrenza, Tokyo sta ridefinendo il proprio ruolo strategico. Non si tratta soltanto di riarmo: è il progressivo superamento della cornice politica, simbolica e culturale che aveva plasmato il Giappone postbellico.
Tra immagine e influenza, la propaganda cinese non è solo un apparato comunicativo, ma un vero strumento di governo. Questo dossier ricostruisce l’evoluzione storica, istituzionale e strategica della propaganda della RPC, mostrando come Pechino abbia adattato linguaggi, canali e narrazioni per consolidare il consenso interno e proiettare potere all’esterno. Dai media tradizionali all’uso sofisticato delle piattaforme digitali, emerge un sistema flessibile, centralizzato e profondamente politico, capace di ridefinire i confini tra
informazione, persuasione e diplomazia.
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