Rassegna settimanale 8-14 marzo: Africa sub-sahariana

Rassegna settimanale 8-14 marzo: Africa sub-sahariana

8 marzo 2014, DARFUR – Mediatore di ONU e Unione Africana continua gli sforzi per promuovere la durata della pace

Il mediatore dell’Unione Africana (African Union, AU) e dell’ONU per il Darfur ha concluso dialoghi tra un ufficiale dell’AU e i leader di due dei principali movimenti ribelli della regione, incoraggiando le parti in causa a superare i sospetti reciproci in modo da trovare un accordo politico per il beneficio non solo del Darfur, ma dell’intero Sudan.

In Darfur è anche operativa un’azione di peacekeeping congiunta di AU e ONU, conosciuta col nome di UNAMID. Secondo i rappresentanti dell’UNAMID, la situazione umanitaria nella regione è peggiorata, a causa anche dell’aumento della belligeranza tra Governo sudanese e movimenti armati e dei conflitti inter e intra-razziali.

Per risolvere la situazione è importante il supporto attivo della comunità internazionale, compresa la Lega Araba, in modo da rendere trasparente e credibile il dialogo tra le parti in causa.

Fonte: UN News Centre

Link: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=47309&Cr=Darfur&Cr1=#.UyHZIM7A9ht

9 marzo 2014, DARFUR – La missione AU-ONU sollecita a porre fine alle ostilità in seguito all’esplosione della violenza nel Nord della regione

L’Unione Africana e l’ONU sono profondamente preoccupate per un eventuale scoppio della violenza nel Nord del Darfur. Secondo un report della missione congiunta delle due organizzazioni, la UNAMID, migliaia di civili stanno cercando rifugio nella base UNAMID nelle vicinanze della cittadina di Saraf Omra. “La missione fornisce protezione e acqua a chi ne ha bisogno, e trattamento medico ad almeno trenta persone”.

Fonte: UN News Centre

Link: http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=47310&Cr=Darfur&Cr1=#.UyHp-87A9ht

NIGERIA – Uomini armati attaccano la Residenza del Governatore a Enugu

Circa 50 uomini hanno attaccato la Residenza del Governatore a Enugu nel mattino dell’8 marzo. L’attacco è stato sventato dal personale di sicurezza. Non si conoscono ancora affiliazione e scopo degli attaccanti.

Fonte: All Africa

Link: http://allafrica.com/stories/201403090017.html?aa_source=mf-hdlns

10 marzo 2014, COSA POSSIAMO IMPARARE SUL FENOMENO DEI BAMBINI-SOLDATO

I conflitti dell’era moderna sono sempre più spesso combattuti all’interno di singoli Stati, piuttosto che tra Stati diversi. E in questi nuovi conflitti, l’utilizzo di bambini nei combattimenti è sempre più diffuso.

Ricercatori ed esperti della questione hanno riscontrato che nei conflitti in cui sono utilizzati bambini-soldato la probabilità che vengano commesse atrocità di massa è di molto maggiore.

Secondo l’interpretazione di Roméo Dallaire (direttore della Child Soldiers Initiative e ufficiale comandante per l’ONU nella missione di peace-keeping in Ruanda nel 1994) i comandanti preferiscono i bambini perché è più semplice manovrare la loro capacità psicologica di partecipazione ad atrocità di massa. Il loro sviluppo, psicologico e non soltanto fisico, non è ancora completato. I bambini-soldato, esposti a violenza fisica e verbale, sono soggetti a paura, sono impotenti. Il trauma darà forma al loro modo di reagire all’ambiente in cui si trovano, anche in futuro.

Fonte: IPS, Inter Press Service

Link: http://www.ipsnews.net/2014/03/can-learn-child-soldiers/

REPUBBLICA CENTRAFRICANA – L’ONU lancia un’inchiesta sulla violazione dei diritti umani nella Repubblica Centrafricana

I recenti combattimenti nella Repubblica Centrafricana (CAR, Central African Republic) si sono dimostrati particolarmente violenti, uccidendo migliaia di persone e obbligandone circa un milione a fuggire. Si teme che un genocidio sia alle porte. La causa principale di preoccupazione è la “propaganda dell’odio” che sta diffondendosi nella CAR.

Bernard Acho Muna, a capo della missione ONU incaricata di studiare la situazione, spiega che l’aumento di una propaganda dell’odio in una determinata regione è generalmente da considerarsi un segnale di pericolo: spesso i genocidi sono stati preceduti e “preparati” da tale propaganda, dal convincere la popolazione che un certo gruppo di persone è da eliminare.

Fonte: All Africa

Link: http://allafrica.com/stories/201403102514.html

11 marzo 2014, NIGERIA – E’ tempo di rispondere più seriamente a Boko Haram? R. Bennett Furlow

Il conflitto tra islamisti radicali e il governo della Nigeria è poco noto negli Stati Uniti, se comparato all’attenzione che viene rivolta al conflitto in Somalia, dove i militanti di al-Shabaab lottano da nove anni contro quel poco di autorità federale che ancora sopravvive.

Nelle ultime due settimane, più di trecento persone sono state uccise da Boko Haram. La debole reazione del governo nigeriano dimostra che esso non è pronto a difendere la sua popolazione; secondo l’autore dell’articolo, R. Bennett Furlow, il Presidente adotta solo quelle misure che sono necessarie perché possa sembrare che il suo approccio alla questione sia serio, senza però che tali misure riescano a essere efficaci.

La situazione sta però cominciando ad assumere i tratti di una minaccia internazionale. Se inizialmente i militanti di al-Shabaab, operanti in Somalia, non erano interessati ad estendere il loro movimento anche al di fuori del Paese, ora le cose stanno cambiando; lo dimostra l’attacco del settembre scorso in un piccolo centro commerciale di Nairobi, in Kenya. Ciò potrebbe diventare un modello anche per Boko Haram se il governo nigeriano, con l’aiuto degli altri Paesi africani e occidentali, non dovesse riuscire a sradicarlo. Oggi il fine del gruppo Boko Haram è quello di creare uno stato islamico nel Nord della Nigeria. Ma se dovesse iniziare a sostenere ideali jihadisti, potrebbe diventare una minaccia per gli Stati confinanti del Camerun e del Ciad.

E’ provato che Boko Haram riceve fondi da gruppi jihadisti stanziati al di fuori della Nigeria, ed è probabile che tali gruppi comincino a incoraggiare un ampliamento degli orizzonti del movimento nigeriano.

Fonte: African Arguments

Link: http://africanarguments.org/2014/03/11/is-it-time-for-a-more-serious-response-to-boko-haram-r-bennett-furlow/

NIGERIA – La lotta nigeriana contro Boko Haram: in che modo la Francia può essere d’aiuto?

Il 25 febbraio, l’organizzazione terrorista Boko Haram ha colpito nuovamente, uccidendo più di 50 studenti nel sonno, mentre erano nel loro dormitorio nella città di Buni Yadi.

Boko Haram continua da anni a rappresentare una minaccia per la popolazione e le autorità della Nigeria. Nonostante lo stato di emergenza decretato dal Governo nel maggio dello scorso anno, la situazione non è cambiata.

Il Governo nigeriano ha quindi ora chiesto l’assistenza della Francia nella sua lotta contro il gruppo terrorista. Ciò pone diversi quesiti; in primo luogo, se la Francia sarà in grado di intervenire, considerando che la Nigeria sta già cooperando con Stati Uniti e Gran Bretagna nel tentativo di sconfiggere Boko Haram.

Non è casuale che la Nigeria abbia chiesto l’assistenza della Francia. Infatti la Francia ha interessi importanti nel Paese africano, soprattutto per quanto riguarda i giacimenti di petrolio della zona attorno al delta del Niger, minacciato dal gruppo radicale musulmano.

Tuttavia, la Nigeria non è una ex colonia francese, e i due Stati non hanno una storia di cooperazione politica. Anzi, le relazioni bilaterali tra i Paesi sono state caratterizzate da sospetto e tensioni e dal timore nigeriano che la Francia volesse minare l’egemonia regionale della Nigeria. Questa occasione di cooperazione rappresenterà quindi un’opportunità importante per ripristinare le relazioni bilaterali.

La Francia potrebbe provvedere supporto logistico (primariamente l’utilizzo di droni) che i servizi di sicurezza nigeriani necessitano per la loro lotta contro gli Boko Haram. Per la Francia, invece, si tratterebbe di una rara occasione di afferrare importanti opportunità economiche e politiche, e di estendere la sua influenza oltre la sfera delle nazioni francofone.

Perché l’assistenza francese non sia infruttuosa, però, sono necessarie anche riforme vigorose e coerenza nell’approccio nigeriano all’anti-terrorismo. Le mancanze nigeriane, soprattutto in termini di approccio strategico, sono evidenti. Si sospetta inoltre che Boko Haram abbia infiltrati nell’esercito nazionale.

Oltre alla cooperazione con la Francia, sarà importante per la Nigeria anche incrementare la sua collaborazione con in francofoni Paesi confinanti; ciò risulterà vitale per un effettivo controllo dei confini, per operazioni militari congiunte, per la raccolta e la condivisione di informazioni. Camerun, Ciad e Niger sono intaccate dalla violenza che devasta la Nigeria, anche solo per il numero di potenziali vittime che fuggono oltre il confine.

Fonte: ISS, Institute for Security Studies

Link: http://www.issafrica.org/iss-today/nigerias-fight-against-boko-haram-how-can-france-help

SUDAFRICA-RUANDA – Il Ruanda e il Sudafrica non dovrebbero troncare le loro relazioni per via della disputa Nyamwasa/Karegeya

Ruanda e Sudafrica sono di nuovo nel mezzo di una crisi diplomatica. La causa scatenante è stata la notizia dell’attacco, da parte di un gruppo di uomini armati, della residenza di Johannesburg di un dissidente del Ruanda ed ex Capo di Stato Maggiore, Faustin Kayumba Nyamwasa. L’attacco, avvenuto il 3 marzo, non ha avuto conseguenze gravi; tuttavia, si sospetta che dietro di esso si celi il Governo del Ruanda.

I responsabili dell’attacco alla residenza di Nyamwasa sarebbero stati seguiti fino all’Ambasciata del Ruanda a Pretoria. Pertanto, il Governo sudafricano ha reagito espellendo tutti i diplomatici del Ruanda con l’eccezione del solo Ambasciatore. Il Ruanda ha quindi a sua volta espulso sei diplomatici sudafricani, sostenendo che il Sudafrica ha accusato il Governo del Ruanda senza avere prove di un suo concreto coinvolgimento.

Fonte: African Arguments

Link: http://africanarguments.org/2014/03/11/rwanda-and-south-africa-should-not-sever-relations-over-nyamwasakaregeya-row-frederick-golooba-mutebi/

SUDAN DEL SUD – Si dà il via al processo per tradimento di Pagun Amum

Quattro politici del Sudan del Sud sono in tribunale con l’accusa di tradimento dopo essere stati accusati di complotto contro il Governo. E’ stata la loro prima apparizione in corte dal loro arresto, avvenuto in dicembre, quando nel Sudan del Sud scoppiò una ribellione che lasciò dietro di sé migliaia di morti.

I quattro sono: Pagan Amum (ex segretario generale del partito al Governo); Oyai Deng Ajal (ex ministro della sicurezza nazionale); Majak D’Agoot (ex ministro della difesa); Ezekiel Lol Gatkuoth (ex Ambasciatore negli USA).

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-26531222

12 marzo 2014, MOZAMBICO – Innovazione brasiliana per la sotto-finanziata agricoltura del Mozambico

Parte dell’eccellenza tecnologica che rivoluzionò l’agricoltura tropicale in Brasile sta raggiungendo i piccoli produttori del Mozambico; ma ciò non basta a supplire la carenza di finanziamenti nel settore.

Gli aiuti arrivano da un programma congiunto di Brasile e Stati Uniti, denominato “Mozambique Foof and Nutrition Security Programme” (PSAL); creato nel 2012, il progetto unisce l’Istituto per la Ricerca Agricola del Mozambico (IIAM), la Corporazione per la Ricerca Agricola del Brasile (EMBRAPA) e l’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID).

Fonte: Inter Press Service (IPS)

Link: http://www.ipsnews.net/2014/03/brazilian-innovation-financed-mozambican-agriculture/

SUDAFRICA – Radebe lancia un severo monito al Ruanda

Il Ministro della Giustizia sudafricano Jeff Radebe ammonisce il Ruanda, spiegando che il suo Paese non sarà usato da Governi stranieri per attacchi contro i loro dissidenti.

Queste dichiarazioni rispondono alle domande sull’espulsione dei diplomatici del Ruanda dal Sudafrica della scorsa settimana.

Fonte: All Africa

Link: http://allafrica.com/stories/201403121131.html?aa_source=mf-hdlns

13 marzo 2014, La Nigeria porge le sue lamentele al Sudafrica per il pestaggio di Cape Town

Un video amatoriale pubblicato su social media mostra un uomo nigeriano che viene spogliato, assalito e ammanettato da poliziotti e guardie di sicurezza a Cape Town.

La Nigeria ha quindi ufficialmente porto le sue lamentele al Sudafrica, chiedendo giustizia per la vittima. Due poliziotti sudafricani sono stati arrestati.

La polizia sudafricana è stata spesso accusata di brutalità, incompetenza e corruzione.

Lo scorso anno, un cittadino del Mozambico morì dopo essere stato trascinato da una pattuglia in movimento.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-26558964

NIGERIA – Dozzine di morti nello stato del Katsina

Almeno 69 persone sono morte in multipli attacchi contro villaggi nello stato del Katsina, nel Nord-Ovest della Nigeria. Testimoni affermano che gli aggressori, decine, erano al volante di motociclette mentre entravano nei villaggi e uccidevano chiunque si trovassero di fronte.

La polizia ritiene che l’attacco non sia da ricondursi al gruppo di militanti islamisti di Boko Haram, che sono per lo più attivi nell’Est del Paese. Pare che gli assalitori fossero del gruppo etnico dei Fulani, mandriani che hanno un passato di tensioni con i contadini locali.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-26562931

SIERRA LEONE – Muore Ahmad Tejan Kabbah, leader in tempo di guerra

La Sierra Leone ha proclamato una settimana di lutto per commemorare Kabbah, al comando nel Paese per il lungo decennio della Guerra Civile, terminata ufficialmente nel 2002.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-26563820

14 marzo 2014, NIGERIA – “Centinaia di militanti” attaccano le caserme di Maiduguri

Sospetti militanti islamisti del gruppo Boko Haram hanno attaccato gli acquartieramenti dell’esercito nella città nigeriana di Maiduguri.

L’attacco sarebbe stato un tentativo di liberare compagni tenuti prigionieri a Maiduguri.

Sospetti militanti di Boko Haram hanno ucciso 500 persone quest’anno. Gli attacchi si sono intensificati nelle ultime settimane, nonostante lo stato di emergenza dichiarato lo scorso anni nel Nord-Est del Paese.

Gli attacchi di Boko Haram stanno avendo un impatto devastante sulla popolazione di quest’area della Nigeria, con circa 300,000 persone che si sono viste costrette a fuggire dalle loro abitazioni nell’ultimo anno, secondo i dati dell’ONU.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-26575428

RUANDA –Imprigionato in Francia l’ex spia Pascal Simbikangwa

Un tribunale francese ha condannato a 25 anni l’ex capo delle spie del Ruanda per il genocidio del 1994.

Simbikangwa è stato dichiarato colpevole di complicità in genocidio e in crimini contro l’umanità. Circa 800,000 persone (perlopiù di etnia Tutsis e Hutus moderati) furono uccise in un lasso temporale di 100 giorni.

Simbikangwa ha respinto le accuse mossegli.

Fonte: BBC

Link: http://www.bbc.com/news/world-africa-26587816

(Featured image source: Wikimedia Commons)