Rassegna settimanale 28 maggio - 3 giugno 2018: Africa Subsaharina

Rassegna settimanale 28 maggio – 3 giugno 2018: Africa Subsaharina

28 Maggio, Sud Africa – L’opposizione in Sud Africa nega le notizie sulle divisioni

La South Africa’s Democratic Alliance (DA), la più forte opposizione all’African National Congress del Presidente Cyril Ramaphosa, ha rigettato come “gossip” la notizia che il partito sia sul punto di dividersi.

The City Press, citando fonti anonime, ha affermato che almeno 5 funzionari del partito sono insoddisfatti dalla direzione assunta dal partito guidato da Mmusi Maimane e stanno organizzando  una corrente scissionista  prima delle elezioni del prossimo anno.

La notizia afferma che la divisione arriva nel momento di “serie tensioni sulla razza e su posizioni politiche” sotto il controllo di Maimane,  che è diventato nel 2015 il primo leader (37 anni) nero del DA.

Ma ufficialmente il DA ha dichiarato che il partito è unito e pronto per le elezioni del 2019.

“Le notizie riportate dalla City Press non sono solo rumours e gossip”, ha affermato il partito in una dichiarazione ufficiale .

Maimane ha tentato di aumentare l’appeal del partito, che tradizionalmente ha il sostegno dei bianchi sudafricani da quando ha rimpiazzato Helen Zille, una attivista bianca anti-apartheid.

A Zille è stato chiesto di guidare il nuovo partito secessionista, ha dichiarato la City Press.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1IT0J7-OZATP

29 maggio, Somalia – Le autorità del Somaliland hanno arrestato i manifestanti

La polizia ha arrestato più di 40 manifestanti e due giornalisti durante una manifestazione in una città della regione separatista di Somaliland .

Lunedì i manifestanti hanno marciato lungo la città di Las Anod, gridando a sostengo del governo federale con base a Mogadisco.

“Abbiamo arrestato 47 dimostranti incluse donne e giovani che sono stati ingannati”, ha affermato Abdirisak Mohamed Faarah, il capo della polizia della regione Somaliland Sool. “Sono stati arrestati perché stavano destabilizzando la pace. Ci sono due giornalisti in prigione per aver alimentato il caos. Ne stiamo cercando altri e li arresteremo.”

La scorsa settimana durante alcuni scontri fra la regione autonoma di Puntland e la regione separatista Somaliland sono stati uccise almeno 45 persone.

Le tensioni sembrano essere una ripresa di un conflitto durato più di 10 anni fra Puntland e Somaliland, conflitto che ha riguardato la regione contesa di Sool.

Una settimana prima, i combattimenti fra le due parti per il possesso del villaggio di Tukaraq, sotto il controllo di Somaliland dallo scorso mese, hanno causato la morte di almeno 45 persone.

Fonte: Africa News
Link: http://www.africanews.com/2018/05/29/somaliland-authorities-arrest-demonstrators-journalists-covering-protest/

 30 Maggio, Zimbabwe – Zimbabwe voterà il 30 luglio per le prime elezioni post post-Mugabe

Le prime elezioni post Mugabe si terranno il 30 luglio, ha annunciato oggi il Presidente dello Zimbabwe secondo il giornale di Stato Herald.

Le elezioni generali definite come “elezioni armoniose” consentiranno agli elettori di scegliere il Presidente, i membri dell’Assemblea Nazionale e dei consiglieri.

Queste sono le prime elezioni post Mugabe dopo il lungo periodo di potere del leader che è stato deposto in un colpo di stato nel 2017. Il Presidente Mnangagwa che ha sostituito Mubage affronterà Nelson Chamisa del principale partito di opposizione, Movement for Democratic Change – Tsvangirai (MDC-T).

Fonte: Africa News http://www.africanews.com/2018/05/30/zimbabwe-votes-on-july-30-in-first-post-mugabe-polls/

31 maggio, Repubblica centrafricana – Approvato il tribunale per i crimini di guerra

La Repubblica centrafricana ha approvato una legge che crea un tribunale speciale per investigare i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità avvenuti durante più di dieci anni di conflitto etnico e religioso, ha affermato un avvocato.

Centinaia di persone sono morte nella violenza e molte altre sono state violentate e torturate ma gli aguzzini non hanno affrontato alcun processo, hanno detto gli attivisti.

“Con questa legge, ora siamo in grado di contare su un sistema giudiziario che ponga fine ai conflitti, alle uccisioni e ai massacri”, ha dichiarato alla Reuters Ernest Mezedio, deputato nazionale. “Gli esecutori che oggi camminano liberamente devono sapere che l’ora delle giustizia è suonata” ha aggiunto. Il Parlamento ha approvato la legge martedì.

Il rappresentate delle Nazioni Unite nella Repubblica centrafricana ha affermato il tribunale – composto metà da giudici nazionali e metà da giudici internazionali- che inizierà le indagini il prossimo mese .

Gli attivisti dicono che il tribunale rappresenta la migliore speranza per ribaltare anni di impunità,

La repubblica centrafricana ha  ha sofferto di una serie di crisi politiche da quando l’ex Presidente Francois Bozize ha conquistato il potere in un colpo di stato nel 2003. Le violenze sono esplose di nuovo nel 2013 quando i ribelli musulmani hanno cacciato Bozize.

Un report delle Nazioni Unite dello scorso anno ha evidenziato come le uccisioni, le violenze, le mutilazioni, i saccheggi dei vari governi e dei gruppi armati fra il 2003-2015 possono costituire crimini contro l’umanità.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1IW0K1-OZATP

1 giugno, Sud Sudan – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite estende le sanzioni al Sud Sudan fino a metà luglio

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha votato per il rinnovo delle sanzioni contro il Sud Sudan fino a metà luglio e per considerare il divieto di viaggio e il congelamento dei beni di sei leader sudsudanesi se il conflitto nel Paese non si fermerà entro il 30 giugno.

La risoluzione, approvata con 9 voti a favore e 6 astenuti, è stata una versione addolcita di quella proposta presentata dagli Stati Uniti. L’Ambasciatrice all’ONU \USA, Nikki Haley, ha scritto sul Washington Post mercoledì che l’amministrazione statunitense ha perso la pazienza con lo status quo in Sud Sudan.

“Ciò di cui abbiamo ora bisogno sono azioni concrete da parte della comunità internazionale per rendere responsabili i partiti in guerra , ha affermato Haley prima del voto. Ha definito la risoluzione un passo in avanti modesto che estenderà le sanzioni per 45 giorni e chiederà la cessazione delle ostilità.

Chi ha critica la risoluzione evidenzia come la misura arrivi in un momento critico nel dialogo di pace guidato dalla Intergovernmental Authority on Development (IGAD).

L’Etiopia, che ha aiutato il dialogo di pace in Sud Sudan, la Cina e la Russia si sono astenuti. Francia e Gran Bretana hanno sostenuto la risoluzione che aveva bisogno di 9 voti per essere approvata.

L’Ambasciatore dell’Etiopia all’ONU, Tekeda Alemu, ha affermato prima del voto di capire la frustrazione USA rispetto alla situazione in Sud Sudan, ma si oppone alla misura.

La risoluzione prevede che in mancanza di un cessate il fuoco entro il 30 giugno, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU considererà il congelamento dei beni e il divieto di viaggi per 6 funzionari, fra cui il Ministro della Difesa Kuol Manyang Juuk, l’ex capo dell’esercito Paul Malong, il Ministro dell’Informazione Michael Lueth e l’ex vice capo della difesa  Malek Reuben Riak Rengu.

Il Sud Sudan, che si è diviso dal Sudan nel 2011, è stato teatro di una guerra civile scoppiata  per la rivalità politica fra il Presidente Salva Kiir e l’ex vice Riek Machar South Sudan.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1IX40Q-OZATP

 2 giugno, Etiopia – Il Parlamento etiope cancellerà due mesi prima lo stato di emergenza imposto per 6 mesi

I giornalisti sostengono che lo stato di emergenza potrebbe essere tolto già la prossima settimana in Etiopia, visto che una bozza di legge sta per essere inviata dal Consiglio dei Ministri al Parlamento.

“Il Consiglio dei Ministri….ha rivisto la situazione della sicurezza nazionale del Paese, la legge e l’ordine sono stati ripristinati…la bozza di legge sarà inviata al Parlamento per considerazioni”. Ha affermato sabato su Twitter il capo dello staff del Primo ministro Fitsum Arega.

Lo stato di emergenza è stato imposto a metà febbraio dopo le dimissioni dell’ex Primo Ministro Hailemariam Desalegn che hanno provocato una lotta per il potere nel partito di governo, l’Ethiopian People’s Revolutionary Democratic Front (EPRDF).

La Camera dei Rappresentanti dell’Etiopia con i suoi 547 membri solitamente si riunisce il lunedì e si attende che i suoi membri, tutti espressione del partito di governo, diano il via libera alla decisione di rimuovere lo stato di emergenza.

È il secondo stato di emergenza imposto in una delle economie più forti dell’Africa dopo due anni di proteste per chiedere più libertà e il rilascio dei prigionieri.

Da quando il Primo ministro è al potere da aprile, diverse centinaia di prigionieri sono stati rilasciati e  le tensioni nelle aree più inquiete, in particolare Oromia, sono drasticamente diminuite.

Fonte: Africa News
Link: http://www.africanews.com/2018/06/02/ethiopia-to-lift-state-of-emergency-early/

3 giugno, Mali – L’opposizione in Mali contro l’uso della repressione da parte del governo

L’opposizione in Mali ha messo in guardia il governo contro l’uso della forza, dopo uno scontro fra la polizia e l’opposizione nella capitale Bamako, dove molte persone sono rimaste feriti.

Incontrando la stampa, il candidato Presidente, Soumaila Cisse, ha affermato che il Paese non ha mai assistito a un inasprimento simile dall’inizio degli anni Novanta. “Da marzo del 1991, non abbiamo mai visto una repressione simile”.

L’opposizione ha organizzato una nuova manifestazione per venerdì.

“Noi dobbiamo obbligare il governo a rispettare i nostri diritti fondamentali riconosciuti e protetti dalla Costituzione e …per questo chiediamo una nuova marcia venerdì 8 giugno 2018”, ha affernato Tiéblé Dramé leader del partito National Renaissance.

Le elezioni presidenziali si terranno il 29 luglio nel mezzo di forti tensioni nel nord del Paese.

Il presidente Ibrahim Boubacar Keita è dato per favorito, nonostante le critiche per non aver fatto abbastanza per ridurre la disoccupazione giovanile e per fermare l’insorgenza islamica e le tensioni nel Nord.

Circa una dozzina di persone hanno annunciato la loro candidatura, il più forte è considerato il leader dell’opposizione Soumaila Cisse, ex Ministro delleFfinanze.

Fonte: Africa News
Link: http://www.africanews.com/2018/06/03/mali-opposition-warn-govt-against-repression-call-for-fresh-protest-on-friday/

 

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