Rassegna settimanale 28 gennaio - 3 febbraio 2019: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 28 gennaio – 3 febbraio 2019: Africa Subsahariana

28 gennaio, Nigeria – Lo Stato islamico afferma di aver ucciso 30 soldati nigeriani

Lo Stato islamico afferma di aver ucciso 30 soldati nigeriani in un attacco avvenuto domenica nel nordest dello stato del Borno in Nigeria.  Un portavoce dell’esercito nigeriano ha affermato invece che un attacco da parte dei miliziani nel villaggio del Borno di Logomani è stato respinto sabato e otto soldati sono stati feriti, ma nessun è in pericolo di vita.

In un annuncio trasmesso dalla agenzia Amaq, lo Stato Islamico domenica ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.

Lo Stato islamico dell’Africa Occidentale, che è nato dal gruppo islamista Boko Haram nel 2016, sta portando avanti diversi di attacchi nel nordest della Nigeria negli ultimi mesi.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1PM0LF-OZAT

29 gennaio, Zimbabwe – Rilasciato su cauzione pastore attivista

L’Alta Corte dello Zimbabwe ha ordinato martedì il rilascio su cauzione del pastore attivista Evan Mawarire, arrestato con l’accusa di sovversione nel mezzo delle proteste governative.

Mawarire è una delle oltre 1000 persone arrestate dopo l’inasprimento delle misure di sicurezza contro i responsabili delle manifestazioni che si stanno svolgendo da oltre un mese.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/africaTech/idAFKCN1PN204-OZATP

30 gennaio, Sudan – Arrestata la leader dell’opposizione

La leader dell’opposizione è stata arrestata dalle forze di sicurezza secondo la agenzia Reuter. L’arresto di Mariam Sadiq al-Mahdi’s è stato confermato dalla sorella Rabah.

Sua sorella ha affermato che due veicoli delle forze di sicurezza hanno prelevato Mariam da casa mercoledì mattina. Mariam è vice presidente del principale partito di opposizione guidato dal padre.

Il padre Sadiq al-Mahdi è il leader dell’opposizione  nel Paese scosso dalle proteste da dicembre 2018. Al-Mahdi è ritornato in Sudan lo scorso anno dopo l’esilio.

Al- Mahdi, 83 anni, ex Premier, ha chiesto la settimana scorsa al Presidente di Omar al-Bashir di dimettersi. Bashir ha ripetuto più volte che l’unica via d’uscita è il voto.

L’arresto è arrivato meno di 24 ore dopo che l’intelligence del Sudan aveva annunciato che tutte le persone detenute per le proteste sarebbero state liberate.

Fonte: Africa News
Link: http://www.africanews.com/2019/01/30/sudan-arrests-top-female-opposition-chief-academics-call-protests/

31 gennaio, Zimbabwe – La crisi umanitaria

C’è una forte preoccupazione sul peggioramento della crisi umanitaria nello Zimbabwe. Almeno una dozzina di persone sono state uccise e centinaia arrestate, dopo le recenti proteste e l’inasprimento delle misure di sicurezza del governo sui manifestanti.

Mmusi Maimane del Democratic Alliance Party  del Sud Africa ha annunciato lunedì che il suo partito fa appello alla Corte Penale Internazionale e al Consiglio ONU dei Diritti umani affinché intervengano per risolvere la crisi.

Il leader dell’opposizione Nelson Chamisa ha annunciato che il suo partito è pronto al dialogo con il partito di governo Zanu-PF per porre fine alla crisi economica, sociale e politica.

Fonte: Africa News
Link: http://www.africanews.com/2019/01/31/zimbabwe-humanitarian-crisis-the-morning-call/

1 Febbraio, Somalia – Gli USA affermano di aver ucciso 24 miliziani in Somalia

L’esercito USA ha annunciato di aver ucciso giovedì 24 miliziani in una incursione aerea nei pressi di Shebeeley nel centro della Somalia. Il comando militare dell’Africa ha dichiarato che nessun civile  è stato ucciso o ferito nell’incursione nella regione di Hiran.

L’attacco arriva meno di due settimane dopo che l’esercito USA ha lanciato un attacco che ha ucciso 52 islamisti.

Al Shabaab mantiene una forte presenza nell’area centrale e meridionale della Somalia.

L’esercito USA ha incrementato gli attacchi aerei nell’ultimo anno a sostegno del governo somalo sotto egida delle Nazioni Unite, che sta combattendo da anni contro la presenza di Shabaab.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1PQ41I-OZATP

2 Febbraio, Ruanda-  Kagame eletto leader dell’ East African Community, EAC

Il Presidente Paul Kagame del Rwanda è stato eletto nuovo Presidente dell’ East African Community. Prende il posto del Presidente dell’Uganda Yoweri Kaguta Museveni.

Kagame ha lasciato da poco la Presidenza dell’Unione Africana che ha consegnato nelle mani dell’egiziano Abdel Fatteh Al-Sisi.

I leader del blocco africano orientale si sono incontrati venerdì 1 Febbraio in Tanzania, il summit si è tenuto ad Arusha all’International Conference Center.

Erano presenti quattro Presidenti, John Magufuli della Tanzania, Uhuru Kenyatta del Kenya, Kagame e Museveni. Gli altri membri, Burundi e Sud Sudan, hanno mandato rappresentanti del governo.

Il summit arriva nel momento di forti tensioni fra Burundi e Ruanda. I dissensi fra i due Paesi hanno portato  a posticipare la convocazione del meeting.

Bujumbura sostiene che Kigali stia tramando per rovesciare il governo, accusa che è stata più volte respinta.

La principale agenda del summit ha riguardato il piano per introdurre una moneta comune e creare una federazione politica. E’ stato anche eletto un nuovo giudice capo nella sezione giudiziaria dell’East African Community, nella persona della signora Sauda Mjasiri. Il suo mandato inizia il 13 febbraio.

Fonte: Africa News
Link: http://www.africanews.com/2019/02/02/rwanda-s-kagame-elected-leader-of-east-african-community-eac/

3 Febbraio, Sudan – Per il Primo ministro legittime le richieste dei manifestanti

Il Primo ministro del Sudan sabato è sembrato allentare la posizione ufficiale sulle proteste anti governative, descrivendo le richieste dei dimostranti che chiedono migliori condizioni di vita come “legittime”.

Gli studenti, gli attivisti e altri manifestanti hanno tenuto quasi ogni giorno manifestazioni in Sudan dal 19 Dicembre, chiedendo di porre fine alle difficoltà economiche e sfidando il Presidente al potere da tre decenni.

I gruppi di attivisti sostengono che almeno 45 persone sono state uccise nelle proteste, mentre secondo il governo sono stati uccise 30 persone, comprese due persone della sicurezza.

Bashir non si mostra preparato a lasciare il potere e ha dato la colpa delle manifestazioni agli infiltrati stranieri e ha sfidato i suoi rivali al voto.

Ma il Premier Moataz Moussa ha assunto un tono più morbido, affermando che alcune delle richieste dei manifestanti sono legittime e devono essere rispettate.

“Ci sono problemi e cerchiamo di risolverli”, ha dichiarato ai giornalisti, facendo riferimento alle difficoltà economiche del Sudan e alla mancanza di servizi. “C’è una voce che deve essere ascoltata e rispettata, nonostante la presenza dei partiti politici. Ci sono richieste legittime”.

Il Ministro dell’Informazione ha annunciato che l’intelligence e il capo della sicurezza hanno chiesto il rilascio di tutti i manifestanti detenuti. Tuttavia, il giorno successivo è stata arrestata la figlia del leader dell’opposizione Sadiq al-Mahdi.

Fonte: Africa News
Link: http://www.africanews.com/2019/02/03/economic-demands-of-protesters-legitimate-sudan-pm-admits/

 

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