Rassegna settimanale 18-24 Febbraio 2019: Africa subsahariana

Rassegna settimanale 18-24 Febbraio 2019: Africa subsahariana

18 Febbraio, Senegal – I 5 candidati alle elezioni presidenziali

Il Senegal, la più stabile democrazia dell’Africa occidentale, si sta preparando alle elezioni presidenziali di domenica con il Presidente Macky Sall che si confronterà con altri quattro candidati.

Sall si aspetta di vincere il secondo mandato.

Di seguito, il ritratto dei cinque candidati alle elezioni del 24 febbraio.

Macky Sall

Favorito alla vittoria, il Presidente senegalese è arrivato al potere nel 2012, dopo aver battuto l’ex Presidente e mentore Abdoulaye Wade al secondo mandato.

Sall, 57 anni, ha iniziato la carriera politica come membro del Wade’s Senegalese Democratic Party (PDS) ed è stato Primo ministro fra il 2004 e il 2007. Dispute interne hanno portato Sall ad allontanarsi da Wade nel 2008 e a formare il suo partito, Alliance for the Republic (APR).

Come presidente, Sall ha lanciato un programma ambizioso di sviluppo e di riforme con l’obiettivo di trasformare il Senegal in una economia emergente nel 2035.

L’esclusione dei suoi due principali rivali Khalifa Sall, in prigione per corruzione, e di Karim Wade, figlio dell’ex Presidente, in prigione sempre per corruzione, hanno sollevato dubbi fra gli elettori.

Idrissa Seck

Come Sall, Idrissa Seck, 60 anni, è stato Primo ministro di Wade, ma le sue ambizioni di  diventare Presidenze non hanno avuto successo.

Seck è stato mandato via come Primo Ministro nel 2004 per sospetti di truffa e ha trascorso mesi in prigione prima di essere scagionato. Nel 2006, ha creato il partito Rewmi e si è candidato contro Wade nel 2007, finendo secondo.

Si è candidato ancora nel 2012 senza raggiungere il secondo turno. E’oggi uno dei principali sfidanti.

Ousmane Sonko

45 anni, Sonko è il più giovane candidato e un outsider della politica. La sua relativa giovane età può essere un vantaggio in un Paese dove il 60% della popolazione è sotto i 25 anni e chiede un cambiamento.

Ha denunciato come ispettore delle tasse nel 2016 pratiche di corruzione nell’élite senegalese. E’ stato licenziato per il suo attivismo ma ha creato il suo partito: the Patriots of Senegal for Work, Ethics and Fraternity (PASTEF).

Il suo seguito è dato al 15% secondo un sondaggio di novembre.

Issa Sall

Issa Sall, 63 anni e professore di informatica rappresenta il Party of Unity and Assembly (PUR). Il suo partito è affiliato con il movimento religioso Moustarchidine. Fondatore di una università privata a Dakar, Issa Sall ha iniziato una carriera politica a fine degli anni Novanta.

Madicke Niang

Madicke Niang, 66 anni, membro di lunga data del PDS, è stato un sostenitore fedele dell’ex Presidente Wade ed è stato Ministro nel suo governo per molti anni. La decisione lo scorso anno di correre per le presidenziali lo ha fatto espellere dal partito.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1Q7174-OZATP

19 Febbraio, Tanzania  – La corte condanna la “Regina dell’Avorio” a 15 anni 

Una corte della Tanzania ha condannato una donna di affari cinese chiamato la “Regina dell’Avorio” a 15 anni di prigione per contrabbando di zanne di più di 300 elefanti verso l’ Asia.

Yang Feng Glan è stata accusata nell’ottobre 2015 insieme a due uomini della Tanzania di aver contrabbandato 860 pezzi di avorio fra il 2000 e il 2004 del valore di 5,6 milioni di dollari. Yang Feng Glan ha negato le accuse.

Fonti della polizia hanno affermato che Yang, 69 anni, ha vissuto in Tanzania dagli anni Settanta ed è stata segretario generale del Tanzania China-Africa Business Council. Parla swahili e ha un ristorante cinese a Dar es Salaam.

Yang, Salivius Matembo e Manase Philemon sono stati condannati a 15 anni di prigione e il tribunale ha ordinato di pagare il doppio del valore di mercato delle zanne degli elefanti o dovranno affrontare altri due anni di prigione.

La domanda di avorio, usato per ornamenti e gioielli, nei Paesi asiatici come Cina e Vietnam  ha avuto una impennata dai primi anni 2000.

Il numero di elefanti in Tanzania è crollato da 110.000 esemplari nel 2009 a poco più di 43.000 nel 2014.

Nel marzo 2016, Tanzania ha condannato due uomini cinesi a 35 anni di reclusione per contrabbando di avorio, mentre nel dicembre 2015 una altra corte ha condannato quattro uomini cinesi a 20 anni di prigione per contrabbando di corni di  rinoceronte.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1Q81LU-OZATP

20 Febbraio, Uganda – Il partito di governo lancia la riconferma del Presidente Museveni

La commissione esecutiva del National Resistance Movement, NRM dell’Uganda, ha appoggiato il Presidente Yoweri Museveni come candidato alle elezioni presidenziali nel 2021, estendendo potenzialmente il mandato del Presidente a 40 anni.

Museveni, 74 anni, è al potere dal 1986 quando prese il controllo del Paese dopo 5 anni di guerra civile.

“Museveni sarà il nostro candidato presidenziale. È molto popolare”, ha affermato il portavoce del  NRM Rogers Mulindwa alla fine dell’incontro.  La decisione ora passerà al vaglio dei membri del partito per la conferma formale.

L’opposizione e i gruppi dei diritti civili sostengono che Museveni abbia il controllo del potere tramite un mix di frodi elettorali, un violente giro di vite sull’opposizione e la soppressione del dissenso.

I suoi sostenitori affermano invece che la sua popolarità è dovuta alla crescita economica, alla stabilità politica e ai progetti infrastrutturali.

Nel  2017 il Parlamento ha votato di eliminare il limite dei 75 anni per governare che avrebbe impedito al Presidente di correre per un nuovo mandato.

Musuveni non ha ancora ufficializzato la sua candidatura per le elezioni nel 2021 ma si prevede che lo farà presto.

Fonte: Africa News

Link: http://www.africanews.com/2019/02/20/uganda-ruling-nrm-endorses-museveni-s-sixth-term-bid-in-2021/

21 Febbraio, Burundi – Chiesto un summit di emergenza per discutere il ritiro delle truppe dalla Somalia 

Il Burundi e la Somalia hanno chiesto un meeting di emergenza per discutere il contestato ritiro di 1000 truppe del Burundi dal Corno D’africa prima della fine del mese.

L’Unione Africana sta gradualmente riducendo le forze dalla Somalia e ha annunciato che i soldati del Burundi si ritireranno a fine febbraio.

Il Burundi però ha contestato la riduzione delle truppe.

“Siamo d’accordo nel convocare un summit urgente per discutere la decisione” ha affermato il Presidente  del Burundi Pierre Nkurunziza dopo una visita ufficiale alla sua controparte somala Mohamed Abdullahi Mohamed.

Una fonte anonima dell’Unione Africana ha annunciato che i nomi del soldati del Burundi sono già stati decisi e che lasceranno la Somalia fra il 21 e il 26 Febbraio.

Il Ministro degli Esteri del Burundi, Ezechiel Nibigira, è recentemente ritornato dall’Egitto dove ha incassato il sostegno alla proposta dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, che è diventato lo scorso mese Presidente dell’Unione Africana.

L’Unione Africana ha una forza di 21500 soldati nella missione Amisomi in Somalia per sostenere il fragile governo e combattere la forza jihadista di Al- Shabaab.

Burundi è presente con la seconda forza nel Paese con 5400 dopo l’Uganda presente con 6200 uomini. Le altre forze arrivano da  Gibuti, Etiopia e  Kenya.

Burundi ha perso fra i 800 e i 1000 soldati in Somalia.

La partecipazione del Burundi in Amisom è una fonte di valore di denaro e il ritiro può avere un impatto forte in Burundi. L’Unione Africana paga infatti circa 15.7 milioni euro.

Fonte: Africa News

Link: http://www.africanews.com/2019/02/21/burundi-somalia-call-for-summit-to-discuss-amisom-troop-withdrawal/

22 Febbraio, Mali – Truppe francesi hanno ucciso leader islamista

Truppe francesi che combattono i miliziani jihadisti hanno ucciso uno dei leader jihadisti della regione del Sahel, ha dichiarato il Ministro della Difesa francese.

Yahia Abou Hamman era il numero due del Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), un gruppo che riunisce i ribelli vicini ad Al-Qaeda nell’Africa occidentale. Il gruppo ha rivendicato la responsabilità degli attacchi in Mali e in Burkina Faso.

 “L’uccisione del leader aiuta a rompere i legami e a distruggere le attività dei terroristi nella regione”, ha affermato il Ministro della Difesa, Florence Parly.

I soldati appartenenti alla forza francese Barkhane, impegnata nel Sahel, hanno identificato Hamman mentre viaggiava in un convoglio a nord di Timbuktu. Nell’operazione, le forze francesi hanno ucciso diversi miliziani incluso  Hamman.

La violenza dei gruppi islamisti si è sviluppata nel Sahel negli ultimi anni, con  gruppi legati ad Al-Qaeda e allo stato islamista e ha usato la zona centrale e settentrionale del Mali per lanciare attacchi in tutta l’area.

Le forze francesi in Mali, ex colonia di Parigi, sono presenti dal 2013 con il sostegno del governo locale quando intervennero per fermare una rivolta Tuareg. Circa 4500 truppe sono successivamente rimaste con base nel Sahel.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QB1LR-OZATP

23 Febbraio, Nigeria – Inizia il conteggio dei voti 

La Nigeria ha iniziato a contare i voti delle elezioni presidenziali sebbene la commissione elettorale abbia esteso l’orari di voto in alcune zone dove i seggi avevano aperto tardi o dove vi erano stati dei problemi.

Il Presidente Muhammadu Buhari e il suo principale sfidante, Atiku Abubakar, si sono detti fiduciosi della della vittoria nelle elezioni, posticipata di una settimana per problemi logistici.

Gli analisti sostengono che il voto nella economia più grande dell’Africa sarà un testa a testa.

Il Presidente Buhari, cerca un secondo mandato, lo sfidante Atiku, ex vice presidente, ha promesso di espandere il ruolo del settore privato.

Festus Okoye della Independent National Electoral Commission (INEC) ha dichiarato che la missione ha esteso il voto in alcuni seggi che hanno avuto ritardi nelle operazioni di voto.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QC0CO-OZATP

24 Febbraio, Sudan – Bashir nomina  il Primo ministro e dichiara lo stato di emergenza 

La polizia sudanese ha usato gas lacrimogeni nelle proteste di sabato contro il Presidente Omar al-Bashir, il quale ha nominato il nuovo Primo ministro e Vice Ministro dopo aver dichiarato lo stato di emergenza.

La polizia ha affrontato i manifestanti nelle zona di Shambat nel nord di Khartum e a Omdurman.

I dimostranti a Shambat hanno bloccato una strada, bruciato macchine e scandito slogan come  “Revolution is the people’s choice”.

Bashir ha nominato Mohamed Tahir Ayala, Primo ministro.

Il Ministro della Difesa, Awad Mohamed Ahmed Ibn Auf, è diventato Primo vice ministro.

Bashir ha dichiarato lo stato di emergenza di un anno e ha sostituito tutti i governatori dello stato con gli ufficiali dell’esercito.

In un discorso televisivo ha chiesto ai suoi oppositori di unirsi in una percorso di riconciliazione nazionale e di dialogo. Ha invitato il Parlamento a posticipare gli emendamenti costituzionali che gli avrebbero consentito di cercare un nuovo mandato nel 2020.

Ma la protesta continua nella capitale Khartum

La National Consensus Forces, uno dei principali gruppi di opposizione, ha affermato che lo stato di emergenza mira a fermare “la rivoluzione popolare”.

Gli attivisti sostengono che circa 60 persone sono state uccise dall’inizio delle proteste a dicembre, mentre per le autorità sono 32, incluse 3 persone della sicurezza.

Le forze di sicurezza hanno arrestato venerdì Osman Mirghani, capo dell’importante  giornale indipendente Al-Tayyar.

Mirghani è apparso sulla TV Al Arabiya Al Hadath e ha criticato il discorso di Bashir.

Con la crescita delle proteste interne, Bashir ha cercato sostegno all‘estero, soprattutto fra i leader arabi. Ha incontrato rappresentanti del Qatar.

Bashir è accusato dalla Corte Penale Internationale  del genocidio nel Darfur.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QD05S-OZATP

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