Rassegna settimanale 25 Febbraio - 3 marzo 2019: Africa Sub-sahariana

Rassegna settimanale 25 Febbraio – 3 marzo 2019: Africa Sub-sahariana

25 Febbraio,  Repubblica Democratica del Congo – Assalto al centro MSF

Assalitori hanno incendiato un centro per il trattamento dell’Ebola gestito da Medici Senza Frontiere (MSF) nell’est della Repubblica Democratica del Congo, costringendo lo staff ad evacuare.

Non ci sono stati immediati dettagli sull’identità degli assalitori o sui motivi dell’aggressione al centro dislocato nel distretto di Katwa, nel cuore dell’epidemia di Ebola.

Ma l’Organizzazione Mondiale del Sanità ha affermato che i medici e paramedici devono scontare una crescente sfiducia in alcune area, alimentata dalle false voci di trattamenti basati sulla medicina tradizionale.

“Come conseguenza dell’incendio, non sarà più possibile curare i pazienti in quell’area” ha affermato MSF su Twitter. Nessun membro dello staff o paziente è stato ferito.

L’epidemia ha ucciso 546 persone da luglio, secondo il Ministero della Salute del Congo.

Da inizio anno gran parte dei casi si sono verificati a  Katwa, vicino al confine con l’Uganda.

Fonte: Reuters Africa

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QE1T3-OZATP

26 febbraio, Sudan – Bashir  vieta le proteste

Il Presidente del Sudan Omar al-Bashir vieta i ritrovi pubblici non autorizzati e concede nuovi poteri alla polizia per contrastare le proteste di piazza contro il suo governo.

Le forze di sicurezza hanno ora il potere di limitare gli spostamenti delle persone e del trasporto pubblico, di ispezionare tutti gli edifici, di arrestare persone sospette di crimini legati allo stato di emergenza e di sequestrate beni e proprietà durante le indagini.

I decreti approvati arrivano in mezzo alle nuove manifestazioni in varie parti della capitale Khartum, dove le forze di sicurezza hanno usano gas lacrimogeni contro gli studenti nel campus della più vecchia università femminile.

Fonte:  Reuters Africa

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QF0Q5-OZATP

27 Febbraio,  Nigeria – Buhari è stato rieletto, i rivali protestano

Il Presidente della Nigeria Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni a capo della più grande economia africana, hanno affermato i responsabili della commissione elettorale ma il suo principale rivale ha denunciato una frode elettorale per il voto rovinato da ritardi e da violenze.

Buhari, 76 anni, ex capo dell’esercito ha vinto con il 56% dei voti contro il 41% dell’uomo di affari ed ex vice Presidente Atiku Abubakar del People’s Democratic Party.

Atiku, 72 anni, ha affermato che andrà in tribunale per contestate i risultati.

Buhari ha promesso di rivitalizzare l’economia dopo la recessione del 2016 e di reprimere l’insorgenza islamista nel nordest del Paese.

Sono morte 327 morte durante le violenze legate all’elezioni dall’inizio delle campagna elettorale in ottobre, di cui 67 durante e dopo il voto. La violenza esplosa include gli scontri fra bande e le forze di sicurezza attorno ai seggi.

Buhari, del partito All Progressive Congress, ha dichiarato di voler riformare l’economia, combattere la corruzione e migliorare la sicurezza.

Le accuse di frodi elettorali hanno aumentato le tensioni nel Paese.

Il voto è stato ritardato di una settimana dopo che la commissione elettorale non era riuscita a distribuire tutto il materiale elettorale.

Fonte:  Reuters Africa

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QG1AE-OZATP

28 Febbraio, Senegal – Il Presidente del Senegal vince la rielezione con il 58% del voto

Il presidente del Senegal Macky Sall dovrebbe vincere le elezioni con il 58% dei voti, secondo i risultati provvisori annunciati giovedì.

La maggioranza garantisce al Presidente Sall un secondo mandato senza ricorrere al ballottaggio. Il candidato dell’opposizione Idrissa Seck avrebbe il 21% dei voti, mentre Ousmane Sonko sarebbe terzo con il 16 %.

Sall, criticato dai gruppi per i diritti per aver espulso i rivali, nel primo mandato ha tentato di modernizzare il Paese spingendo la crescita economica a più del 6% annuo, una delle più alte dell’Africa. Dal voto di domenica, i candidati dell’opposizione hanno negato la vittoria di Sall, affermando la necessità del ballottaggio.

Più del 66% dei 6,7 milioni di elettori ha votato alle elezioni.

Fonte: Reuters Africa

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QH1UM-OZATP

1° Marzo, Somalia – Sale a 29 il numero delle vittime dell’autobomba in Somalia

Il numero delle vittime dell’autobomba di Al Shabaab all’hotel di Mogadiscio sale a 29 e a 80 feriti, ha affermato la polizia, mentre infuria lo scontro armato vicino all’esplosione fra le truppe somale e i combattenti.

“Finora sappiamo che 29 civili sono stati uccisi e 80 sono rimasti feriti”, ha dichiarato la polizia. I miliziani stanno continuando a combattere in una casa vicino all’hotel. “Il numero dei deceduti potrebbe salire” ha affermato il maggiore Musa Ali alla Reuters.

L’esplosione ha colpito l’hotel Maka Al-Mukarama giovedì sera.

Fonte: Reuters Africa

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QI3V1-OZATP

2 marzo, Somalia – Finisce l’assedio dei combattenti somali, almeno 29 civili morti

Le truppe del governo somalo hanno ucciso tre combattenti islamisti nascosti in un palazzo al centro di Mogadiscio, ha affermato la polizia, ponendo fine all’attacco che ha ucciso almeno 29 civili.

I combattenti di al Shabaab hanno lanciato un assalto con una autobomba fuori dall’hotel Maka Al-Mukarama giovedì sera, distruggendo altre strutture.

I miliziani – che stanno lottando per rovesciare il governo sostenuto dall’Occidente – sono fuggiti in un palazzo vicino e hanno aperto il fuoco contro le forze speciali e altri soldati.

“L’operazione è terminata e il palazzo ora è sotto il  controllo delle forze di sicurezza . Tre miliziani sono stati uccisi” ha affermato l’ufficiale di polizia Capitano Osman Mohamed alla Reuters.

E’ l’attacco più lungo che i combattenti hanno realizzato a Mogadiscio da quando le truppe somale, affiancate dalla forza di pace dell’Unione Africana, gli hanno allontanati dalla capitale nel 2011.

“La nostra operazione speciale a Mogadiscio si è conclusa dopo circa 24 ore. Il target era un hotel frequentato da membri del governo. Dozzine sono state uccise e altre ferite” ha dichiarato Abdiasis Abu Musab, portavoce dei militari di al Shabaab alla Reuters.

L’assalto all’hotel arriva lo stesso giorno in cui le forze Usa hanno affermato di aver lanciato un attacco aereo che ha ucciso 26 miliziani nell’area di Hiran a  nord della capitale.

Fonte: Reuters Africa

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QJ08F-OZATP

3 marzo, Sudan – Il leader del partito di opposizione sudanese chiede a Bashir di dimettersi

Il leader del principale partito di opposizione del Sudan Sadiq al-Mahdi ha chiesto sabato al Presidente Omar al-Bashir di dimettersi e di aprire una trattativa con l’opposizione per un processo di transizione che ponga fine alla crisi nazionale.

“Tu puoi garantire al Paese  un’uscita di sicurezza che sarà apprezzata dal popolo sudanese e dalla storia e trasformerà la profonda polarizzazione in unità nazionale e l’isolamento internazionale in cooperazione internazionale”, ha affermato il leader in un comunicato.

L’appello arriva dopo una settimana di nuove misure adottate per combattere l’ondata senza precedenti di proteste che minaccia il potere trentennale di Bashir; le misure hanno compreso anche la dichiarazione di stato di emergenza nazionale e la sostituzione dei governatori dei 18 stati con ufficiali militari.

Il comunicato del leader dell’opposizione chiede inoltre la fine dello stato di emergenza, la fine delle torture e il rilascio dei detenuti politici. Le proteste in Sudan sono cominciate il 19 dicembre inizialmente per la crescita del prezzo del pane ma si sono trasformate nella sfida più ampia che Bashir abbia mai dovuto affrontare.

Fonte: Reuters Africa

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1QK0BU-OZATP

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