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Rassegna settimanale 15-21 Novembre 2021: Sud Est Asiatico

15 novembre, Myanmar – Il giornalista americano liberato in Myanmar afferma di non essere stato torturato e di non aver patito la fame

Il giornalista americano Danny Fenster ha dichiarato di stare bene, di non essere stato picchiato o affamato durante la prigionia e di essere felice di tornare a casa, dopo essere stato scarcerato in Myanmar in seguito all’incontro tra l’ex diplomatico americano Bill Richardson, in visita non ufficiale nel paese, e la giunta militare birmana. Fenster, 37 anni, caporedattore della rivista online indipendente Frontier Myanmar, era detenuto da maggio e la scorsa settimana era stato condannato a 11 anni di carcere con le accuse di istigazione, violazione delle leggi sull’immigrazione e di essere in contatto con organizzazioni criminali.
La Myawaddy TV, di proprietà dei militari birmani, ha reso noto che a Fenster è stata concessa un’amnistia in seguito alle richieste di Richardson, “per mantenere l’amicizia tra i paesi e per porre l’enfasi sul piano umanitario”. Il giornalista americano era tra le dozzine di operatori dei media detenuti in Myanmar dal colpo di stato del 1 febbraio e accusati dall’esercito di incitamento e diffusione di informazioni false.
Le Nazioni Unite hanno accolto il rilascio di Fenster come un “passo positivo”, ma hanno richiesto che gli almeno altri 47 giornalisti incarcerati siano immediatamente liberati, e lo stesso Fenster ha affermato che gli sforzi per ottenere anche il loro rilascio continueranno, cercando di mantenere viva l’attenzione su di loro e facendo il possibile per fare pressione sul governo. Anche il segretario di Stato americano Antony Blinken, dopo aver elogiato i funzionari statunitensi e Richardson, ha affermato che Washington “continuerà a chiedere il rilascio anche di tutti gli altri che rimangono imprigionati ingiustamente”.

Secondo il gruppo Assistance Association for Political Prisoners, 10.143 persone sono state arrestate da febbraio e 1.260 uccise dalle violenze tuttora in atto in Myanmar, la maggior parte delle quali sono legate alla repressione di proteste e dissenso da parte delle forze di sicurezza.

Richardson, ex governatore del New Mexico, segretario all’energia degli Stati Uniti e ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, ha visitato il Myanmar a scopo umanitario il 2 novembre, offrendo assistenza contro il COVID-19. È uno dei pochi stranieri ad aver incontrato il leader della giunta Min Aung Hlaing in Myanmar dopo il golpe e ha affermato che le sue discussioni con il governo su questioni umanitarie e vaccini hanno contribuito a garantire il rilascio di Fenster.

Fonte : Reuters
Link : https://www.reuters.com/world/american-journalist-fenster-out-prison-myanmar-employer-says-2021-11-15/

16 novembre, Myanmar – La commissione elettorale birmana accusa Aung San Suu Kyi di frode elettorale

La commissione elettorale del Myanmar, rieletta dalla giunta militare a maggio, ha annunciato nel quotidiano statale Global New Light of Myanmar che ha intenzione di perseguire il deposto leader del paese Aung San Suu Kyi e altri 15 alti esponenti politici per presunti brogli e azioni illegali nelle elezioni generali tenutesi nel novembre dello scorso anno. Le accuse di frode elettorale sono state la ragione principale addotta dai militari per il golpe di febbraio che ha rovesciato il governo di Suu Kyi, il cui partito, la Lega Nazionale per la Democrazia (LND), stava per iniziare un secondo mandato quinquennale dopo la vittoria schiacciante ai seggi. Osservatori indipendenti, come l’Asian Network for Free Elections, non hanno tuttavia trovato prove di irregolarità sostanziali nelle elezioni, sebbene ne abbiano criticato alcuni aspetti.
L’accusa di frode elettorale potrebbe potenzialmente comportare lo scioglimento dell’LND e la conseguente impossibilità di partecipare alle nuove elezioni che i militari hanno promesso si svolgeranno entro due anni dalla loro presa di potere, ma al momento i dettagli inerenti lo svolgimento del processo riguardante tale accusa non sono ancora stati stabiliti. Suu Kyi, come anche molti dei suoi principali alleati politici, è già sotto processo o incriminata in una dozzina di procedimenti penali in cui una condanna le impedirebbe quasi sicuramente di candidarsi nuovamente.
Un tribunale della capitale Naypyitaw dovrebbe inoltre emettere il 30 novembre quello che sarebbe il primo verdetto emesso in uno dei processi attualmente in corso contro il Premio Nobel per la Pace e che la vede imputata, al fianco di Win Myint e dell’ex sindaco di Naypyitaw Myo Aung, con l’accusa di incitamento. Tale accusa, a volte chiamata sedizione, è generalmente definita come la diffusione di informazioni false o provocatorie che potrebbero causare disturbi dell’ordine pubblico.

Fonte: AP News
Link: https://apnews.com/article/aung-san-suu-kyi-myanmar-asia-state-elections-general-elections-f58eb6ee7f2303f01d7c752b233d26e5

17 novembre, Cambogia – La Cambogia libera 26 prigionieri politici e attivisti dell’opposizione

La Cambogia ha rilasciato 26 attivisti politici, ambientali e giovanili accusati di incitamento contro il governo. I gruppi per i diritti umani hanno definito questa decisione come “un passo positivo”, aggiungendo però che molti altri attivisti sono ancora in carcere.
Al primo ministro Hun Sen, che ha governato la Cambogia per 36 anni, sono stati rivolti appelli per migliorare la situazione dei diritti umani sotto la sua amministrazione in vista del vertice Asia – Europa (ASEM) che si svolgerà questo mese.
Chin Malin, un portavoce del ministero della giustizia, ha confermato il rilascio degli attivisti incarcerati, negando pressioni internazionali e affermando che la loro liberazione è in parte dovuta alla necessità di ridurre il sovraffollamento delle carceri e che, trattandosi di una “normale procedura giudiziaria”, il tribunale non ha prestato attenzione al fatto che i detenuti da rilasciare fossero attivisti o meno. Stando a quanto affermato, si tratterebbe solo di una campagna per contribuire a risolvere i casi bloccati in tribunale e i problemi di capienza delle carceri.
Human Rights Watch ha dichiarato che tra gli attivisti rilasciati c’erano membri del gruppo ambientalista Madre Natura Cambogia, attivisti del partito di opposizione e il leader sindacale Rong Chhun, ma, nonostante la scarcerazione, le accuse contro di loro non sono state ritirate. Brad Adams, direttore per l’Asia, ha affermato che “il rilascio di 26 prigionieri politici detenuti ingiustamente è una buona notizia, ma non c’è nulla che impedisca alle autorità cambogiane di arrestarli di nuovo in qualsiasi momento”. Secondo le stime dell’organizzazione, almeno altri 60 prigionieri politici sarebbero ancora sotto custodia

Fonte: The Straits Times
Link: https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/cambodia-frees-26-opposition-activists-and-political-prisoners

18 novembre, ASEAN – Gli Stati dell’ASEAN si oppongono alle pressioni cinesi volte a permettere alla giunta del Myanmar di partecipare al vertice Cina – ASEAN

Secondo fonti diplomatiche e governative, un inviato cinese avrebbe fatto pressioni sulle nazioni del sud-est asiatico per consentire la partecipazione del governo militare del Myanmar al vertice regionale che sarà ospitato dalla Cina la prossima settimana, incontrando però una forte opposizione.
Lo scorso mese, con una decisione senza precedenti, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) aveva stabilito che il Generale Min Aung Hlaing non avrebbe potuto presenziare al summit ASEAN ma gli sarebbe invece stato eventualmente permesso di inviare una figura non politica a rappresentare il Myanmar. Indonesia, Brunei, Malesia e Singapore sarebbero fermamente intenzionate a rimanere fedeli a tale decisione anche in vista del vertice Cina – ASEAN che avrà inizio il 22 novembre e il cui ospite sarà il presidente Xi Jinping.
Stando a quanto affermato da un diplomatico, l’inviato speciale per gli affari asiatici della Cina, Sun Guoxiang, ha visitato Singapore e Brunei la scorsa settimana ma gli è stato detto che Ming Aung Hlaing non avrebbe potuto partecipare al vertice virtuale. Sun, di fronte all’opposizione dell’ASEAN, ha successivamente messo al corrente il generale birmano, durante un incontro a Naypyidaw, che la Cina doveva accettare la posizione dell’ASEAN e che avrebbe mantenuto il “principio di rappresentanza apolitica” stabilito dall’Associazione.
Il capo della giunta birmana potrebbe tuttavia ancora fare la sua comparsa al vertice dei prossimi giorni. Il Myanmar è infatti il paese coordinatore della Cina per l’ASEAN quest’anno, il che significa che aiuterà a facilitare le sue interazioni con il blocco regionale, occupandosi anche di impostare l’organizzazione del meeting, tra cui i collegamenti virtuali. Il Myanmar potrebbe quindi sfruttare questo ruolo per permettere a Ming Aung Hlaing di partecipare, nonostante l’opposizione degli altri paesi dell’ASEAN.

Fonte: VoA
Link: https://www.voanews.com/a/asean-states-object-as-china-lobbies-for-myanmar-junta-to-join-summit-sources-say-/6318448.html

19 novembre, Filippine – Il procuratore capo della Corte Penale Internazionale sospende l’indagine sulla guerra alla droga nelle Filippine

Il procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI) Karim Khan ha temporaneamente sospeso l’indagine sui sospetti abusi e violazioni dei diritti umani compiuti durante la guerra alla droga portata avanti dal presidente filippino Rodrigo Duterte.
I giudici della Corte Penale Internazionale a settembre hanno approvato un’indagine sulla campagna in cui sono morti migliaia di presunti spacciatori di droga. Molti di essi, secondo quanto denunciano gli attivisti, sono stati giustiziati dalle forze dell’ordine con il tacito consenso del presidente Duterte, ma le autorità filippine sostengono invece che le uccisioni siano avvenute per legittima difesa e che la CPI non ha il diritto di intromettersi.
Secondo la documentazione della Corte, Khan ha dichiarato che Manila aveva presentato il 10 novembre una richiesta di rinvio. I governi possono infatti chiedere alla CPI di rinviare un caso se stanno portando avanti delle proprie indagini e azioni penali per gli stessi atti. “L’accusa ha temporaneamente sospeso le sue attività investigative mentre valuta la portata e l’effetto della richiesta di rinvio”, ha scritto Khan, aggiungendo che alle Filippine sarà richiesto di fornire ulteriori informazioni.
Il governo di Duterte ha tuttavia ripetutamente affermato che non collaborerà con la CPI. Duterte ha ritirato le Filippine dalla Corte Penale Internazionale nel 2018, ma la Corte ha la giurisdizione per indagare sui crimini commessi mentre Manila ne faceva ancora parte e fino al 2019.

Fonte : Reuters
Link : https://www.reuters.com/article/us-warcrimes-philippines-idAFKBN2I41T7

20 novembre, Vietnam – Il Vietnam dà il benvenuto ai primi turisti dopo due anni

Più di 200 turisti stranieri sono arrivati sull’isola di Phu Quoc, la più grande del Vietnam, i primi a visitare il paese dopo quasi due anni di chiusura delle frontiere a causa della pandemia di COVID-19. I viaggiatori, completamente vaccinati, trascorreranno le loro vacanze in resort alberghieri senza sottoporsi alla quarantena obbligatoria di 14 giorni ma solo a un test all’arrivo. Una volta risultati negativi, potranno prendere parte alle attività sull’isola tra cui visite turistiche, shopping e intrattenimento per i quali è richiesto il certificato di vaccinazione. “L’iniziativa rientra tra gli sforzi del paese per rilanciare la sua industria del turismo mentre cerca di riaprire e sviluppare l’economia un passo alla volta nel contesto di una nuova normalità”, ha affermato Nguyen Trung Khanh, presidente dell’Amministrazione nazionale del turismo del Vietnam.
Il Vietnam ha chiuso i suoi confini nel marzo 2020, poco dopo aver confermato il suo primo caso di COVID-19. Da allora, ha consentito solo l’arrivo di alcuni voli internazionali a settimana per esperti stranieri, diplomatici e cittadini vietnamiti di ritorno, che, al loro arrivo, dovevano sottoporsi a una quarantena di 14 giorni in hotel designati o strutture gestite dal governo.
Il Vietnam è l’ultima nazione asiatica ad aprire ai visitatori stranieri completamente vaccinati. La Thailandia aveva iniziato limitando la presenza di turisti all’isola meridionale di Phuket per poi espanderla anche in altre aree, inclusa Bangkok, dal 1 novembre. L’isola indonesiana di Bali ha aperto ai turisti il mese scorso con alcune restrizioni tra cui test all’arrivo e una quarantena in albergo di cinque giorni, mentre la Malesia ha aperto l’isola di Langkawi nell’ambito di un programma pilota di travel bubble, ossia di corridoio turistico.

Fonte: AP News
Link: https://apnews.com/article/coronavirus-pandemic-lifestyle-health-travel-business-2a08a3c6e81956998c14e5e8adecaa38

21 novembre, Filippine – Le Filippine intendono riprendere la missione di rifornimento nel Mar Cinese Meridionale

Il capo della difesa delle Filippine ha dichiarato che la missione di rifornimento militare per le truppe di stanza su un atollo nel Mar Cinese Meridionale riprenderà questa settimana, dopo che era stata interrotta a causa dell’intervento della guardia costiera cinese.
Il segretario alla Difesa Delfin Lorenzana ha dichiarato di aver incaricato l’esercito di inviare le sue navi di rifornimento al Second Thomas Shoal, atollo occupato dalle Filippine ma che la Cina rivendica come proprio, e che la Cina questa volta “non interferirà”. Giovedì le Filippine infatti hanno condannato “con la massima fermezza” le azioni di tre navi della guardia costiera cinese che la scorsa settimana hanno bloccato e utilizzato cannoni ad acqua sulle navi di rifornimento dirette all’atollo filippino. “Loro (la Cina) non hanno il diritto di ostacolare, impedire o attaccare le nostre navi all’interno della nostra ZEE (zona economica esclusiva), sia che stiamo pescando o portando rifornimenti al nostro distaccamento nella Sierra Madre (nave della marina) ad Ayungin Shoal (nome con cui è localmente noto Second Thomas Shoal)”, ha affermato Lorenzana.
Gli Stati Uniti hanno definito le azioni cinesi “pericolose, provocatorie e ingiustificate” e hanno avvertito che un attacco armato alle navi filippine li porterà a tener fede agli impegni di mutua difesa presi con le Filippine.

Fonte: Reuters
Link: https://www.reuters.com/world/asia-pacific/philippines-set-resume-resupply-mission-south-china-sea-2021-11-21/

 

(Featured Image Source: Creative commons)