Rassegna settimanale 11-17 Febbraio 2019: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 11-17 Febbraio 2019: Africa Subsahariana

11 Febbraio, Sudan – Le forze di sicurezza sudanesi usano gas lacrimogeni per interrompere le proteste delle donne

Le forze di sicurezza sudanesi hanno usato gas lacrimogeni contro una folla di centinaia di persone, in gran parte giovani donne, che protestavano contro la detenzione di donne arrestate in precedenti manifestazioni.

Le manifestanti scandivano i seguenti slogan: “Long live the struggle of Sudanese women”, e “Down, that’s it”, due dei tanti appelli ripetuti durante le proteste iniziate lo scorso 19 dicembre e che chiedono la caduta del Presidente Omar al-Bashir.

Le forze di sicurezza durante le proteste a Omdurman, seconda città più grande del Sudan, sono state viste arrestare giovani donne e portarle via in almeno 4 camion.

I dimostranti stavano marciando verso una prigione femminile prima che le forze di sicurezza li fermassero.

L’opposizione si è diffusa in tutto il Sudan dalla fine dello scorso anno ed è stata scatenata dal peggioramento delle condizioni economiche.

Bashir e i funzionari più anziani hanno recentemente adottato un linguaggio più conciliatorio in relazione alle proteste, promettendo di rilasciare i manifestanti arrestati. Ciononostante le forze di sicurezza continuano a intervenire e arrestare persone.

Nelle vicinanze di  Omdurman, le proteste hanno bloccato una strada, incendiato rami e lanciato pietre prima che le forze di sicurezza intervenissero con i gas lacrimogeni per disperdere la folla.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1Q00KJ-OZATP

12 Febbraio, Nigeria – La Nigeria si prepara allo scontro Buhari – Atiku

La Nigeria ha più di 70 candidati alle elezioni presidenziali previste per sabato.

Atiku Abubakar ha buone possibilità di guidare la nazione più popolosa dell’Africa.

Il Presidente in carica Buhari, 76 anni, come candidato dell’All Progressives Congress (APC), sta cercando la riconferma.

Durante il suo primo mandato, si è guadagnato dai critici il soprannome di ‘Baba Go Slow’ per aver governato con la massima calma e aver impiegato sei mesi per nominare un governo.

Atiku Abubakar, 72 anni, è il candidato del PDP, il partito che ha ereditato il potere dai militari nel 1999 e  che lo ha mantenuto per 16 anni e nei primi 8 anni Atiku è stato vicepresidente di Olusegun Obasanjo.

Atiku, come Buhari, è un musulmano del Nord, nato nello stato di Adamawa. Tentò di candidarsi alle elezioni del 2015 con il APC, perse contro Buhari ma sostenne quest’ultimo e gli finanziò la campagna elettorale prestandogli addirittura un jet privato.

Atiku ha cambiato nuovamente partito nel 2017 e lo scorso anno si è candidato alla testa del PDP.  Ha promesso di “rendere nuovamente grande la Nigeria”, facendola uscire dalla crisi economica.

Fonte: Africa News

Link: http://www.africanews.com/2019/02/12/nigeria-prepares-for-buhari-atiku-battle/

13 Febbraio, Nigeria – Centinaia di rifugiati nigeriani fuggono in Camerun per le atrocità dei Boko Haram

In 48 ore, circa 30.000 nigeriani hanno attraversato il confine del fiume El-Beid, limite naturale fra Camerun e Nigeria, per scappare dalle atrocità dei Boko Haram. I civili sono di Rann nel nordest Nigeria, una città ora controllata dalla jihadisti, dopo il ritiro dei soldati del Camerun e della Nigeria che li proteggevano. I rifugiati si sommano agli altri 9000 fuggiti nelle scorse settimane.

“Non potrò mai più tornare. Ho perso il mio primo figlio. Morirò in Camerun”, ha affermato una rifugiata della Nigeria, Amma Zarama Hamat.

Secondo il Norwegian Refugee Council, circa 100.000 persone sono scappate dalle loro case nel nordest della Nigeria dal Novembre 2018 e il consiglio ha lanciato un appello al Camerun per mantenere aperte le frontiere.

Martedì, l’Onu ha lanciato una richiesta di 848 milioni di dollari per progetti umanitari in questa parte della Nigeria.

Altri 135 milioni di dollari saranno necessari per aiutare i 228.550 rifugiati nigeriani presenti in Camerun, Chad e Niger.

Fonte: Africa News

Link: http://www.africanews.com/2019/02/13/thousands-of-nigerian-refugees-flee-to-cameroon-over-boko-haram-s-atrocities/

14 Febbraio, Nigeria – Lo Stato islamico afferma di aver attaccato un convoglio del governatore nigeriano

Lo stato islamico rivendica la responsabilità di aver attaccato un convoglio del governatore nel nordest della Nigeria a pochi giorni dalle elezioni presidenziali.

Il gruppo sostiene che siano state uccise 42 persone nell’attacco contro il governatore dello Stato del Borno. Fonti ufficiali hanno affermato alla Reuters che fra le tre e le dieci persone sono state uccise e alcune di queste sono state decapitate.

I Boko Haram hanno intrapreso una lotta  ormai decennale nel nordest della Nigeria uccidendo circa 30000 persone e costringendo 2 milioni a lasciare le loro case. La Islamic State West Africa Province, che si è divisa dai Boko Haram nel 2016, ha portato avanti una serie di attacchi contro obiettivi militari negli ultimi mesi.

Le forze di sicurezza hanno affermato che uomini armati hanno aperto il fuoco contro mezzi che trasportavano il governatore dello stato del Borno, Kashim Shettima, nel suo viaggio dalla capitale Maiduguri alla città di Gamboru per una manifestazione.

Le forze di sicurezza hanno dichiarato di aver ucciso tre persone, per il governo sono state uccise 10 persone. Non ci sono notizie sul coinvolgimento di Shettima.

Borno, luogo di nascita dei Boko Haram, è stato lo stato più colpito dai ribelli islamisti.

Il Presidente Muhammadu Buhari sta cercando un nuovo mandato nelle elezioni presidenziali si sabato nel più grande democrazia dell’Africa

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1Q30WE-OZATP

15 Febbraio, Niger – Rifugiati eritrei in Niger da Tripoli

Un gruppo di 159 eritrei è stato trasferito dalla capitale della Libia, Tripoli, in Niger, ha affermato l’ONU.

L’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR) ha dichiarato che i rifugiati sono stati messi in salvo dai centri di detenzione descritti questi ultimi come “ estremamente sovraffollati e privi di uno standard minimo”.

La costa ovest della Libia è il principale punto di partenza per centinaia di migranti che cercano di arrivare in Europa,  su imbarcazioni di fortuna forniti dai trafficanti.

Quelli che tornano in Libia dopo esser stati presi dalla guardia costiera vengono spesso abusati, costringendoli ai lavori forzati o a tortura e finendo nelle mani dei trafficanti o di gruppi armati.

“In Libia, 6,205 migranti e rifugiati sono attualmente detenuti”, ha dichiarato l’UNHCR. I migranti trasferiti in Niger saranno ricollocati in altri Paesi.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1Q40PZ-OZATP

16 Febbraio, Nigeria – Posticipate le elezioni presidenziali per problemi logistici

Le elezioni presidenziali sono state posticipate di una settimana per i ritardi nel trasportare il materiale elettorale e non per pressioni esterne, ha dichiarato il presidente della commissione elettorale.

Mahmood Yakubu, Presidente della Independent Electoral Commission (INEC), ha affermato che un po’ di materiale elettorale è stato distribuito ma non tutto.

Sabato Yakubu ha annunciato pertanto che il voto si terrà il 23 Febbraio.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1Q50I6-OZATP

17 Febbraio, Kenya – Kenya richiama il suo ambasciatore dalla Somalia 

Il  Kenya ha richiamato il suo ambasciatore in Somalia dopo la decisione del governo di Mogadiscio di mettere all’asta i pozzi esplorativi di petrolio e gas al centro delle dispute territoriali nell’Oceano Indiano.

Domenica il Kenya ha convocato il suo ambasciatore, Lucas Tumbo, e ha chiesto alla controparte somala Mohammed Muhamud Nur di ritornare a Mogadiscio per consultazioni con il suo governo.

“La convocazione è la conseguenza di una decisioni  del governo somalo di mettere all’asta i pozzi di petrolio e gas nel territorio marittimo del Kenya”, ha affermato il Ministro degli Esteri.

La Somalia non ha risposto immediatamente alla decisione del Kenya.

Il governo del Kenya rivendica il controllo sulla zona marittima inclusa nell’asta.

Fonte: Reuters

Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1Q60BY-OZATP

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