Rassegna settimanale 24-30 giugno: Africa Subsahariana

Rassegna settimanale 24-30 giugno: Africa Subsahariana

30 giugno,  Sudan – Centinaia di manifestanti chiedono il passaggio di potere ai civili

Centinaia di persone sono scese in piazza nella capitale Khartoum per chiedere il passaggio di potere dai militari ai civili. E’ stata la più grande manifestazione da quando le forze di sicurezza hanno attaccato il sit-in dei manifestanti tre settimane fa.

I manifestanti hanno sventolato la bandiera sudanese e intonato  alcuni cori in molte aree della capitale.

I militari al potere hanno deposto Bashir l’11 Aprile dopo mesi di manifestazioni. L’opposizione chiede il passaggio immediato del potere ai civili.

I contatti fra militari e manifestanti si sono interrotti dopo il raid delle forze di sicurezza contro il sit-in fuori dal Ministero della Difesa il 3 giugno.

Secondo le Nazioni Unite ci sono state più di 100 persone uccise durante il raid del 3 giugno e molte altre sono rimaste ferite. I militari hanno negato di aver dato l’ordine di attaccare l’accampamento dei manifestanti e hanno affermato di aver arrestato alcuni ufficiali per indagare sulle presunte responsabilità.

Fonte: Reuters, https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1TV0JI-OZATP

29 giugno, Sudan – Il consiglio militare sudanese studia la proposta dell’Unione Africana e dell’Etiopia

Il Consiglio militare transitorio del Sudan sta studiando la proposta trasmessa dall’Unione Africana e dall’Etiopia il 27 giugno per la ripresa dei negoziati con l’opposizione.

I generali e l’opposizione si sono scontrati per settimane sulla forma che dovrà avere il consiglio che guiderà il Paese nella fase di transizione verso le elezioni.

L’Unione Africana e il Primo ministro etiope Abiy Ahmed stanno cercando di mediare per far ritornare al tavolo delle trattative le due parti. Martedì hanno presentato una proposta congiunta, dopo che il Consiglio militare aveva rigettato la prima proposta dell’Etiopia.

La proposta congiunta prevede un consiglio che guidi la transizione, composto da sette civili e sette membri dell’esercito e un posto aggiuntivo riservato ad un indipendente. L’equilibro nei posti all’interno del consiglio è stato il punto di maggior scontro fra le due parti.

Nel frattempo, l’opposizione e i manifestanti hanno invocato una marcia domenica per chiedere ancora una volta il passaggio dei potere ai civili.

Fonte: Reuters, https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1TU0DC-OZATP

28 giugno, Camerun – Il governo svizzero mediatore in Camerun  

La Svizzera ha accettato di mediare fra le autorità del Camerun e  i separatisti nel tentativo di porre fine alla escalation di violenza in corso nel Paese.

Un movimento secessionista ha iniziato a organizzare attacchi violenti nel 2017 dopo che il governo ha attaccato una manifestazione pacifica di insegnanti e avvocati nel nord ovest e nel sud ovest del Paese, aree di lingua inglese dove i cittadini si sentono marginalizzati dalla maggioranza francofona.

Da allora il Camerun vive scontri fra le forze governative a maggiornaza francofona e  i gruppi separatisti.

“La Svizzera è stata incaricata di facilitare i negoziati fra le parti”, ha affermato il Dipartimento degli Affari Esteri svizzero. “L’obiettivo è di preparare i negoziati di pace”.

Il governo del Camerun non ha immediatamente commentato la notizia.

Ivo Tapang, portavoce dei 13 gruppi armati chiamati, Contender Forces of Ambazonia, ha dichiarato alla Reuters che i gruppi non parleranno con il governo fino a quando esso non cesserà le ostilità.

Il Presidente Paul Biya è in vacanza in Svizzera questa settimana.

Secondo le Nazioni Unite 1800 persone sono morte e più di 5000 sono state costrette a fuggire dalle loro case dall’inizio delle violenze nel 2017.

Fonte: Reuters, https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1TS2F3-OZATP

27 giugno, Etiopia – La polizia etiope arresta 56 membri del partito politico della regione di Amhara

La polizia etiope ha arrestato 56 membri del partito politico della regione di Amhara dopo il fallito tentativo di conquistare il potere nella provincia. Gli arresti sono avvenuti nella capitale Addis Abeba, ha affermato Christian Tadele, portavoce del National Movement of Amhara, movimento diventato popolare fra i gruppi etnici che sono circa un quarto della popolazione etiope.

Sabato, uomini armati hanno sparato a due ufficiali militari nella capitale e a tre ufficiali regionali a Bahir Dar, la capitale della regione di Amhara, in quello che il governo ha definito un fallito colpo di stato regionale.

Inoltre, decine di persone sono state uccise a Bahir Dar negli scontri nati dopo che le milizie hanno attaccato il quartier generale della polizia locale, quello del partito di governo e l’ufficio del Presidente regionale .

Il governo ha accusato il capo della sicurezza regionale Generale Asamnew Tsige, un nazionalista di Amhara, di aver cercato di conquistare il potere nella regione. E’ stato ucciso lunedì dalla forze governative.

Fonte: Reuters, https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1TS10Z-OZATP

26 giugno, Nigeria – I ribelli uccidono almeno venti persone nel nordest della Nigeria

I ribelli islamisti hanno ucciso almeno venti civili in un villaggio nel nordest della Nigeria.

Le milizie hanno attaccato martedì il villaggio di Ngamngam nello Stato del Borno, vicino al confine con il Niger.

Una fonte della forze di sicurezza, che è voluta rimanere anonima perché non autorizzata a parlare, ha confermato l’attacco e il numero delle vittime.

Fonte: Reuters, https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1TR1U7-OZATP

 

25 giugno,  La Cina sostiene che i progetti per l’Africa devono essere sostenibili

I progetti di sviluppo della Cina in Africa devono essere sostenibili, ha affermato un diplomatico del governo cinese a funzionari africani, denunciando “forze esterne” che tentano di denigrare la cooperazione accusando la Cina di creare “ la trappola del debito”.

Il Presidente Cinese Xi Jinping ha promesso 60 miliardi alle nazioni Africana nel summit Cina-Africa che si è tenuto a settembre.

Pechino ha negato di essere coinvolta “nella diplomazia della trappola del debito”.

Il Consigliere di Stato Cinese Wang Yi ha dichiarato ai Ministri degli esteri di 50 Paesi Africani che Pechino non persegue guadagni personali geopolitici in Africa e che non imporrà mai la sua volontà sugli altri.

Ha affermato inoltre che l’approccio cinese alla cooperazione con l’Africa sarà diverso da quello delle altre potenze.

“Forze esterne hanno cercato di denigrare la cooperazione fra Cina e Africa con l’accusa di neocolonialismo e di trappola del debito, accuse senza fondamento e non accettate dagli africani” ha affermato Wang. “Questi tentativi dimostrano una totale mancanze di rispetto verso l’Africa, mancanza di comprensione della Cina, assenza di conoscenza sull’amicizia fra Africa e Cina”.

“I progetti congiunti devono essere sostenibili”, ha aggiunto Wang. “Dobbiamo portare avanti progetti di cooperazione che assicurino reali benefici economici e sociali”

Fonte: Reuters,  https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN1TQ0NE-OZATP

24 giugno, Mauritania – Il partito di governo vince le elezioni presidenziali 

Il partito di governo della Mauritania è stato dichiarato vincitore delle elezioni con il 53% dei voti.

La sera del 23 giugno la Independent National Electoral Commission (CENI)  ha confermato la vittoria di Mohamed Ould Ghazouani.

Ghazouani aveva già dichiarato la sua vittoria dopo la chiusura dei seggi costringendo l’opposizione ad accusarlo di “quasi colpo di stato”.

Il suo principale rivale, Biram Dah Abeid, ha ottenuto il 18% dei voti.

Le elezioni nel Paese sono state le prime dalla indipendenza dalla Francia nel 1960 a scegliere democraticamente un Presidente. Il Presidente uscente,  Mohamed Ould Abdel Aziz, ha sorpreso tutti, compresi gli osservatori internazionali, facendosi da parte dopo aver raggiunto i due mandati quinquennali.

Ghazouani  ha fatto la campagna elettorale basandosi sui progressi economici e di sicurezza raggiunti sotto Aziz, che ha preso il potere nel 2008 con un colpo di stato, posizionando la Mauritania  come un alleato chiave delle potenze occidentali contro gli islamisti.

Il Presidente Aziz è stato però  criticato per non aver affrontato la dura questione di ingiustizia del Paese: la persistenza della schiavitù. Centinaia di mauritani di colore vivono ancora come schiavi domestici, nonostante la schiavitù si sia stata ufficialmente abolita nel 1981. Aziz ha sempre negato che la schiavitù sia diffusa nel Paese.

Abeid, discendente di schiavi, ha incentrato la campagna elettorale proprio su questo tema.

La Mauritania è stata risparmiata dalle rappresaglie da parte dei milizie jihadisti legati ad al Qaeda e alla Stato islamico, diversamente da quanto successo in Burkina Faso e in Mali. Nonostante il governo lo neghi, molte voci critiche sostengono che si stato firmato un tacito patto di pace fra i ribelli jihadisti e il governo, tenendo conto anche che i jihadisti usano i media della Mauritania per gli annunci.

Fonte: Africa News, https://www.africanews.com/2019/06/24/mauritania-ruling-party-candidate-wins-presidential-poll/

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