Rassegna settimanale 11 – 17 febbraio 2019: Sudest asiatico

Rassegna settimanale 11 – 17 febbraio 2019: Sudest asiatico

11 febbraio, Malesia – Cinque leader del Pakaran Harapan sospettati di possedere finti titoli di studio

Cinque leader della coalizione di maggioranza, Pakaran Harapan, sono sospettati di possedere finti titoli di studio. Il primo ad essere colpito da tali dubbi è stato il viceministro degli esteri Marzuki Yahya, il quale ha dichiarato di essere laureato presso l’università britannica di Cambridge. Dopo le investigazioni portate avanti da alcuni attivisti, l’uomo ha ammesso di possedere una laurea della Cambridge International University, una fabbrica di titoli americana.

Altri membri di primo piano del partito e del governo sono stati accusati di aver mentito sui propri titoli di studio. Tra questi spiccherebbero il ministro della difesa Mohamad Sabu, la ministra delle abitazioni e dei governi locali Zaraida Kamaruddin e, infine, il capo del governo della regione di Johor Bensar Osman.

Lo scandalo è particolarmente imbarazzante per l’attuale coalizione dominante che ha sempre rivendicato la propria integrità. Secondo diversi sondaggi metà della popolazione non sarebbe soddisfatta dell’operato del governo in questi primi cinque mesi.

Fonte: The Straits Times
Link: https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/five-ph-leaders-accused-of-having-dubious-degrees

12 febbraio, Thailandia – La principessa non potrà candidarsi alle prossime elezioni

La commissione elettorale tailandese si è espressa sfavorevole all’ingresso nell’arena politica della principessa Ubolratana Rajakanya. “I nomi dei candidati sono stati annunciati, quello della principessa Ubolratana non è presente visto che tutti i membri della famiglia reale devono essere al di sopra della vita politica”, ha dichiarato la commissione.

La sorella del re aveva creato un sisma politico annunciando la propria candidatura la settimana scorsa. Per la prima volta dopo la fine della monarchia assoluta nel 1932, un membro della famiglia reale voleva concorrere alle elezioni politiche. Inoltre, Ubolratana si sarebbe presentata come il candidato del partito Thai Raksa Chart, fondato dai fedeli dell’ex premier deposto dal colpo di stato, nemico della monarchia e della giunta militare.

Fonte: Le Monde
Link: https://www.lemonde.fr/international/article/2019/02/11/thailande-la-candidature-de-la-s-ur-du-roi-au-poste-de-premier-ministre-officiellement-ecartee_5422007_3210.html

13 febbraio, Thailandia – Il Thai Raksa minacciato di dissoluzione

La commissione elettorale tailandese ha chiesto alla corte costituzione di sciogliere il Thai Raksa.

Il partito ha causato un importante polverone politico candidando la principessa Ubolratana, una mossa “totalmente inappropriata” secondo il fratello, monarca del paese. La commissione elettorale ha in effetti valutato che “questa azione è considerata ostile alla monarchia costituzionale”.

La famiglia reale è considerata sacra ed è altamente rispettata in tutto il paese. Difatti, la monarchia è vista come al di sopra della mischia politica, anche se in passato il re è pubblicamente intervenuto durante gravi crisi. Inoltre, la parola del sovrano è considerata come quella finale.

L’annullamento della candidatura di Ubolratrana e il possibile scioglimento del partito è un duro colpo per Thaksin Shinawatra.

Il clan Shinawatra ha vinto tutte le elezioni sin dal 2001 e sofferto due colpi di stato. Secondo numerosi analisti, della situazione potrebbe approfittare il premier uscente, nonché capo della giunta militare, Prayuth Chan-o-cha, che si potrebbe porre come difensore della monarchia.

Fonte: South China Morning Post
Link: https://www.scmp.com/news/asia/southeast-asia/article/2185964/thai-party-tried-nominate-princess-ubolratana-pm-faces

14 febbraio, Filippine – Perché l’arresto di una giornalista a Manila avrà eco in tutto il mondo

Maria Ressa sapeva che la stavano per prendere.

Per più di un anno la giornalista ha affrontato le autorità Filippine bilanciando scadenze, tenendo conferenze e comparendo sulla copertina del Time Magazine.

Ressa sapeva che il suo lavoro da redattrice e avvocato avrebbe infastidito uomini potenti del paese, incluso il presidente Rodrigo Duterte. La donna ha continuato comunque il suo lavoro anche quando le minacce sono iniziate a crescere.

Chi è Maria Ressa?

Maria Ressa è una delle più illustri giornaliste filippine e avvocato per la libertà di stampa.

Nel periodo successivo all’elezione di Duterte nel 2016, la donna e il suo giornale Rappler, uno dei più influenti in lingua inglese nelle Filippine, sono stati tra i primi a lanciare l’allarme di come le fake news possano aver modellato le elezioni presidenziali. Il suo team ha inoltre investigato sui crimini legati alla guerra alla droga, sulla sospetta cattiva condotta della polizia e ha evidenziato la mancanza di giustizia per le vittime delle campagne condotte da quest’ultima.

Libertà di stampa nelle Filippine

Come qualsiasi altro leader autoritario-populista, il presidente Duterte ha una relazione complicata con i mezzi di informazione. L’uomo alterna periodi sotto i riflettori alle accuse ai giornalisti di essere produttori di fake news.

In particolare, Duterte aveva reso chiaro il suo non apprezzamento del Rappler.

Nel 2017 con alcune dichiarazioni pubbliche, il presidente ha fatto aprire un’investigazione sulla compagnia a cui è seguita la revoca della licenza.

Lo scorso anno Maria Ressa è stata accusata di evasione fiscale per aver ricevuto un premio sulla libertà di stampa oltreoceano. Tornata a Manila la donna ha evitato la prigione pagando alle autorità la cauzione.

La scorsa settimana il Dipartimento di Stato ha presentato accuse contro la giornalista per una storia pubblicata a maggio del 2012, invocando la legge della diffamazione informatica.

Nel 2012 tale normativa è entrata in vigore solo a settembre.

“Questo crea un pericoloso precedente che mette tutti coloro che pubblicano online, non solo i media, in perenne pericolo di essere accusati di diffamazione”, ha dichiarato la compagnia, “nessuno è al sicuro”.

Maria Ressa ha giocato un ruolo chiave nella sensibilizzazione sulle minacce nei confronti dei giornalisti in patria e all’estero. Per il suo lavoro la donna è stata nominata persona dell’anno dal Time Magazine nel 2018 e ha fatto parte di diversi gruppi per la protezione del giornalismo.

In un comunicato il Rappler ha dichiarato: “Questo è uno dei tanti tentativi di intimidirci, non ci riusciranno, come hanno dimostrato i passati tentativi. Maria Ressa e il Rappler continueranno con il giornalismo. Continueremo a dire la verità”.

Il discorso si chiude con una citazione della redattrice: “Non siamo intimoriti. Nessun tipo di procedimento legale, propaganda nera e bugie metteranno a tacere i giornalisti filippini”.

Fonte: The Straits Times

Link: https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/maria-ressa-arrested-why-the-arrest-of-a-journalist-in-manila-will-echo-around-the

15 febbraio, Malesia – Anwar potrebbe succedere a Mahathir in meno di due anni

Anwar potrebbe ottenere la carica di primo ministro malese in meno di due anni, sostituendo Mahathir Mohamad. Quest’ultimo ha promesso durante la campagna elettorale dello scorso anno di farsi da parte in favore dell’uomo.

Il sostegno tra i due arriva dopo alcuni decenni di ostilità.

Nel 1998 Mahathir aveva licenziato Anwar, a quel tempo sue vice, per una disputa sulla crisi finanziaria asiatica. Più tardi quest’ultimo è stato incarcerato per sodomia e abuso di potere, accuse respinte da Anwar, e successivamente incarcerato nuovamente per sodomia. L’uomo ha dichiarato che le accuse erano politicamente motivate.

Fonte: The Straits Times

Link: https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/anwar-expects-to-succeed-mahathir-in-under-two-years

16 febbraio, Birmania – Nuovi partiti politici in Birmania: sfida al potere di Aung San Suu Kyi

Nuovi gruppi politici stanno emergendo in previsione delle prossime elezioni birmane del 2020. Questa nuova situazione è una sfida per l’egemonia del partito National League for Democracy (NLD) della leader Aung San Suu Kyi, alle prese con il rallentamento dell’economia e l’intensificarsi dei conflitti etnici all’interno del paese.

“È opinabile che il NLD vinca abbastanza seggi per formare un governo. Se non li otterranno, dovranno formare una coalizione o negoziare con altri partiti”, ha dichiarato Ye Myo Hein, analista del Tagaung Institute of Political Studies di Yangon.

Suu Kyi ha risposto ai recenti ostacoli con una serie di attività: in una sola settimana, lo scorso mese, ha visitato una scuola musulmana vicino a Yangon e ha lanciato un convegno sugli investimenti nella capitale commerciale. Inoltre, il suo partito ha suggerito modifiche alla costituzione redatta dai militari.

Anche i rivali politici di Aung San Suu Kyi sono all’opera.

Shwe Mann, l’influente ex presidente della Camera dei Deputati e alleato della donna, si è circondato di moderati del vecchio regime e ha annunciato la formazione di una nuova forza politica: the Union Betterment Party.

Ko Ko Gyi, uno dei leader leggendari della protesta studentesca del 1988, ha anch’esso fondato un partito il People’s Party.

Il NDL e la leader stanno affrontando diverse problematiche tra cui: la crisi Rohingya che ha visto 730,000 persone scappare dallo stato di Rakhine al vicino Bangladesh, la minaccia delle sanzioni commerciali europee e le lotte del gruppo ribelle Arakan Army.

Fonte: The Straits Times

Link: https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/in-myanmar-new-parties-challenge-aung-san-suu-kyis-grip-on-power

17 febbraio, Malesia – Come lo scandalo 1MDB ha influenzato la politica malese

1Malaysia Development Berhad (1MDB) è un fondo di investimento pubblico che è sotto inchiesta per uno scandalo di corruzione globale multimiliardario.

Il Dipartimento di Giustizia americano ha calcolato che tra il 2009 e il 2014, sono stati 4.5 i miliardi di dollari ad essere stati sottratti tramite il 1MDB. Lo scandalo è stato descritto come la più estesa truffa finanziaria mai avvenuta.

Chi sono le figure di spicco dello scandalo 1MDB?

Il finanziare in fuga Low Taek Jho, conosciuto come Jho Low, è accusato di aver architettato la frode. Low e due ex banchieri della Goldman Sachs sono accusati di riciclaggio di denaro e appropriazione indebita.

Low Taek Jho è ricercato da diversi paesi e potrebbe nascondersi in Cina.

Un’altra figura di spicco dello scandalo è l’ex primo ministro malese Najib Razak su cui pendono oltre quaranta accuse criminali tra cui abuso di fiducia, riciclaggio di denaro e abuso di potere. Molti milioni sono finiti da una banca sussidiaria del 1MDB al suo conto in banca personale.

La moglie di Najib, Rosmah Mansor, che si dichiara non colpevole di diciassette accuse legate allo scandalo.

Riza Aziz, figliastro di Najib, è stato interrogato dall’agenzia anticorruzione malese per l’uso dei fondi 1MDB per il finanziamento del film di Martin Scorsese “The Wolf of Wall Street”.

Come lo scandalo ha influenzato la politica malese?

A Maggio del 2018 Najib è stato battuto clamorosamente alle elezioni dallo sfidante Mahathir Mohamad. Quest’ultimo e il suo partito, il Pakatan Harapan, hanno spodestato la coalizione del Barisan Nasional dopo sessant’anni di potere ininterrotto.

Najib è stato arrestato il 3 luglio 2018, ma ha sempre dichiarato la sua innocenza e che i fondi sul suo conto provenivano da una donazione personale della famiglia reale dell’Arabia Saudita.

Il cambio di governo ha inoltre colpito le relazioni tra Malesia e Cina nell’ambito della strategia di Pechino Belt and Road.

Fonte: South China Morning Post

Link: https://www.scmp.com/week-asia/explained/article/2186477/explained-malaysias-1mdb-scandal

 

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