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Rassegna settimanale 20 – 26 Luglio 2020: Africa Subsahariana

20 luglio, Zimbabwe – Arrestato un giornalista

Il giornalista investigativo Hopewell Chin’ono e il leader del movimento Trasform Zimbabwe, Jacob Ngarivhume, sono stati arrestati con l’accusa di incitamento a manifestazioni di pubblica violenza. La notizia è stata diffusa da fonti ufficiali della polizia del Paese, anche se le reali motivazioni che si celano dietro l’arresto del giornalista sembrano essere ben altre. Il reporter sembrerebbe, infatti, aver denunciato uno scandalo multi-miliardario in cui sono coinvolti anche alcuni rappresentanti della leadership politica del Paese. L’inchiesta che Chin’ono ha condotto, riguardante l’acquisto di medicinali e dispositivi anti Covid-19 con contratti a prezzi gonfiati firmati dal Ministero della Salute, è stata pubblicata nelle scorse settimane e ha portato alla nascita di manifestazioni contro la corruzione del governo. Proprio questo sembra essere il reale movente che ha portato la polizia ad arrestare il giornalista, ormai considerato un personaggio “scomodo”.

Fonte: Africa News
Link: https://www.africanews.com/2020/07/20/top-zimbabwean-journalist-arrested-after-security-raid-his-home/

21 luglio, Mali – Riunione di leader politici per risolvere la crisi

Una delegazione composta dai leader di tre Paesi dell’Arica Occidentale si è recata in Mali per cercare di trovare una soluzione alla crisi politica che ormai da settimane colpisce il Paese. La crisi è nata da una serie di numerose proteste, i cui organizzatori chiedono le dimissioni del presidente Ibrahim Boubacar Keita. Le proteste si fanno di giorno in giorno più violente e, ad oggi, hanno causato la morte di circa una dozzina di manifestanti.

Per cercare di risolvere la complicata situazione, si sono recati in Mali il presidente nigeriano Mahmadou Issoufu, il presidente del Ghana Nana Akufo-Addo e Alassane Ouattara, presidente della Costa d’Avorio. Questi tre leader sono ben coscienti dei problemi che un Mali politicamente destabilizzato potrebbe causare nella regione e, di conseguenza, hanno deciso di scendere in campo in prima persona per dare un contributo efficace alla risoluzione della crisi.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN24M0RS-OZATP

22 luglio, Sudan – Iniziato il processo contro l’ex dittatore Omar al-Bashir

L’ex presidente sudanese al-Bashir è apparso per la prima volta in tribunale, dove ha preso avvio il processo a suo carico, in cui egli è accusato di aver preso il potere illegalmente attraverso un colpo di stato nel 1989. Tuttavia, la Corte ha deciso di sospendere la seduta a causa delle manifestazioni che sono state organizzate fuori dal tribunale da familiari, avvocati e giornalisti che hanno lamentato l’impossibilità di assistere al processo di persona. Alcuni sostenitori di al-Bashir hanno rinnovato il loro appoggio all’ex presidente, in carcere dall’aprile 2019 quando una protesta di massa l’ha destituito.

Secondo diverse fonti, Omar al-Bashir rischia di essere condannato a morte per i crimini di cui è accusato, tra cui figurano anche genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Proprio per queste ragioni, dovrebbe essere aperto un processo a suo carico anche di fronte al Tribunale Internazionale.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN24M1AL-OZATP

23 luglio, Sudafrica – Registrato il 59% dei morti in più rispetto all’anno scorso

Secondo i dati rilasciati dal South African Medical Research Council (SAMRC), tra l’inizio di maggio e la metà di luglio si è registrato un incremento del 59% del tasso di mortalità rispetto al 2019. Ci sono stati, infatti, circa 17 mila morti in più. Questi decessi sono dovuti a cause naturali e, secondo gli esperti, si tratterebbe in prevalenza di casi di Covid-19 non registrati. Il Sudafrica si trova ancora ad avere a che fare con circa 10 mila nuovi casi di coronavirus al giorno, nonostante il presidente Ramaphosa abbia imposto importanti misure restrittive sin dall’inizio di marzo. La povertà e la crescente disoccupazione, conseguenze del lockdown, hanno però spinto l’esecutivo ad allentare le restrizioni ancora prima del raggiungimento del picco dei contagi e ciò ha ulteriormente favorito il diffondersi del virus, aumentando il numero dei decessi.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN24O1BK-OZATP

24 luglio, Etiopia – Raggiunto il record di 760 nuovi casi di Covid-19 in un giorno

Prosegue inarrestabile l’aumento del numero di contagiati da Coronavirus in Etiopia. Nonostante il primo ministro abbia dichiarato cinque mesi di emergenza sanitaria e siano state adottate importanti misure di restrizione e di distanza sociale, i contagi non si arrestano ed è stato raggiunto il massimo di 760 nuovi casi registrati in un solo giorno, secondo quanto riportato dal Ministero della salute. Il numero totale dei decessi per Cvodi-19 confermati è di 200.

Fonte: Africa News
Link: https://www.africanews.com/2020/07/24/ethiopia-coronavirus-covid19-hub-updates/

25 luglio, Somalia – Sfiduciato il primo ministro

Il primo ministro Hassan Ali Khaire è stato sfiduciato dal parlamento, che si è schierato a fianco del presidente Mohamed Abdullahi Mohamed. Nelle scorse settimane tra primo ministro e presidente c’è stata una forte divergenza di opinioni riguardo le prossime elezioni, previste per febbraio 2021: il primo ministro si è espresso a favore del mantenimento della data già scelta, mentre il presidente ha spinto affinché le elezioni venissero posticipate a causa della crisi sanitaria dovuta al Covid-19.

I sostenitori di Kahire hanno definito “un giorno buio per il Paese” quello della sfiducia del primo ministro, mentre coloro che si sono espressi a favore della sfiducia hanno giustificato la scelta sottolineando la necessità di non creare spaccature all’interno della leadership politica, per il bene del Paese.

Fonte: Reuters
Link: https://af.reuters.com/article/topNews/idAFKCN24Q0JF-OZATP

26 luglio, Repubblica Centrafricana – François Bozizé si candida alle presidenziali di novembre

L’ex generale e capo dell’esercito, oggi 73enne, che nel 2013 era stato destituito con un colpo di stato dopo aver preso il potere nel 2003, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali previste per novembre. Bozizé sembra non dar peso alle sanzioni che le Nazioni Unite gli hanno imposto dopo averlo accusato di aver commesso crimini contro l’umanità e ha giustificato la sua decisione sostenendo la necessità, per il Paese, di essere guidato da un leader di grande esperienza, elemento che mancherebbe invece all’attuale presidente Touadera. Touadera, che è al governo dal 2016 e appoggia con grande sforzo le missioni di peacekeeping dell’ONU, non ha ancora confermato la sua candidatura alle prossime elezioni, il cui primo turno è previsto per il 27 dicembre.

Fonte: Al Jazeera
Link: https://www.aljazeera.com/news/2020/07/francois-bozize-deposed-car-leader-announces-presidential-bid-200725173400214.html

 

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