Rassegna settimanale 3-9 Febbraio 2020: Cina e Corea del Nord

Rassegna settimanale 3-9 Febbraio 2020: Cina e Corea del Nord

3 febbraio, Cina – La Cina accusa gli USA di causare il panico e “diffondere la paura”

A seguito della decisione degli USA di dichiarare l’emergenza sanitaria e di vietare l’ingresso negli USA a stranieri che hanno soggiornato in Cina di recente, la Cina ha accusato gli Stati Uniti di causare il panico per il coronavirus anzi che fornire assistenza.
A partire dal 23 gennaio, gli USA hanno iniziato ad ordinare la rimpatriata del personale americano presente a Wuhan e poi nel resto della Cina, stabilendo che chi fosse stato nello Hubei rimanesse in quarantena per 14 giorni. Il 30 gennaio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’emergenza globale. Altri paesi hanno imposto restrizioni di viaggio e applicato altre misure preventive: Australia, USA e Singapore vietano l’ingresso a chi è stato in Cina di recente, Nuova Zelanda e Israele vietano l’ingresso a chi viaggia a partire dalla Cina mainland, Giappone e Corea del Sud vietano l’ingresso a chi è stato nello Hubei, Egitto, Finlandia, Indonesia, Regno Unito e Italia hanno temporaneamente sospeso tutti i voli per la Cina e Mongolia e Russia hanno parzialmente chiuso i confini con la Cina. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Hua Chuying, ha detto che le azioni americane creano panico anzi che sostegno, aggiungendo che gli USA sono stati il primo paese ad imporre restrizioni sui viaggi e ad ordinare un prelievo parziale dei dipendenti dell’ambasciata in Cina. Il divieto di viaggiare potrebbe addirittura accelerare l’espandersi del virus se qualcuno dovesse riuscire a viaggiare illegalmente. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, invece, introdurre misure di screening ai confini rappresenta un metodo migliore per salvaguardare la sicurezza.

Fonte: BBC
Link: https://www.bbc.com/news/world-asia-china-51353279

4 febbraio, Hong Kong – Il costo “politico” del coronavirus a Hong Kong

Carrie Lam, che con lo scoppio del coronavirus aveva rassicurato circa la gestione dell’emergenza sia sul fronte sanitario sia su quello economico, si trova attualmente a dover risolvere una crisi interna scatenatasi contro la scelta del suo governo di non chiudere completamente i confini con la Cina mainland. Hong Kong conta 17 casi di contaminazione e 1 morto. Le banche e tutti gli uffici e gli esercizi commerciali sono chiusi e le scuole rischiano di restare chiuse fino a marzo. I cittadini fanno la fila per le mascherine, i disinfettanti e generi alimentari. Per Hong Kong questa non è la prima volta che si fanno i conti con un virus misterioso. Già nel 2003 dovette infatti fronteggiare la SARS. Nel 2003, mezzo milione di persone scesero in piazza per manifestare contro la gestione della crisi e della recessione economica indotta dall’epidemia della SARS, la prima manifestazione di massa dopo il passaggio di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina, nel 1997. All’epoca, Pechino iniziò una serie di operazioni a salvaguardia dell’economia post SARS, anche tramite un patto chiamato CEPA, un accordo che facilitò l’integrazione economica tra la Cina e Hong Kong e che promosse il turismo cinese a Hong Kong. Il numero di turisti nel 2002 era di 6.8 milioni, mentre nel 2018 si è arrivati a oltre 51 milioni, motivo per il quale i cittadini di Hong Kong hanno richiesto uno stop agli ingressi dalla Cina. Solo dopo un’enorme protesta, Hong kong ha deciso di chiudere 6 confini minori, ma nel fare ciò non è passato inosservato il comportamento di Lam che nell’annunciare la riduzione del flusso di persone dalla Cina a Hong Kong, non ha mancato di ringraziare il governo di Pechino per l’approvazione e per la cooperazione, segno che Hong Kong è sempre più sotto la decisione di Pechino. Il rifiuto di Lam di chiudere completamente i confini non è il solo motivo di

Fonte: Aljazeera
Link: https://www.aljazeera.com/indepth/opinion/political-cost-coronavirus-outbreak-hong-kong-200203133029931.html

5 febbraio, Corea del Nord – La Corea del Nord e la paura del Coronavirus

La Corea del Nord allo stato attuale non ha ancora subito gli effetti del coronavirus e si sta mobilitando per mettersi al riparo da eventuale contaminazione tramite misure cautelari ai confini con la Cina e la quarantena per chi arrivi dalla Cina. La scorsa settimana ha dichiarato l’emergenza nazionale, definendo le misure cautelari adottate una questione politica. Secondo quanto affermato dalla stazione radio centrale della Corea del Nord, Pyongyang sta definendo un piano di azione per l’esaminazione delle fonti dell’acqua potabile come fiumi e laghi. Come affermato da Rodong Sinmun, il quotidiano ufficiale del partito dominante nel nord, le fabbriche di Pyongyang stanno contribuendo alla lotta contro il coronavirus con la produzione di decine di migliaia di mascherine al giorno. Secondo quanto affermato dalla Korean Central News Agency, Pyongyang sta attuando una campagna a livello nazionale per sensibilizzare in modo consistente la popolazione e fare in modo di applicare ogni tipo di precauzione per scongiurare il virus.

Fonte: Koreatimes.co.kr
Link: http://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2020/02/103_282989.html

6 febbraio, Cina – Cina sempre più isolata: le cancellazioni dei voli continuano

Con l’adozione di rigide misure cautelari da parte degli stati, cresce sempre più il numero delle compagnie aeree che hanno scelto di ridurre o addirittura cancellare le connessioni con la Cina che, secondo mercato dei trasporti aerei dopo gli USA, diventa sempre più isolata. Nel 2020, il profitto delle compagnie aeree verrà fortemente ridotto e di questo risentiranno anche tutti i campi collaterali alla travel industry, come il retail e l’hotellerie di lusso. Nonostante tutto, l’Amministrazione dell’Aviazione Civile cinese continua a garantire i voli verso le destinazioni che non hanno imposto restrizioni sugli accessi, ma persino le compagnie aeree statali cinesi stanno dimezzando i servizi. Air China ha detto al Dipartimento dei Trasporti americano che ridurrà le connessioni tra Cina e Stati Uniti, mantenendo la tratta da Pechino a Los Angeles e San Francisco e da Pechino a New York e poi Washington.

Fonte: CNBC
Link: https://www.cnbc.com/2020/02/06/coronavirus-china-becomes-increasingly-isolated-as-airlines-pull-out.html

7 febbraio, Cina – La morte del dott. Li Wenliang sta scatenando la rabbia dei Cinesi

La morte di Li Wenliang, il dottore cinese punito per aver diffuso l’allarme, che per primo si era preoccupato di notificare l’emergenza, sta scatenando la rabbia dei cinesi che sui social rivendicano la libertà di espressione e di parola, che la polizia cyber non tarda ad eliminare. A fine dicembre, Li aveva messo in guardia i colleghi sui social riguardo alla criticità imminente e per questo arrestato dalla polizia a Wuhan per aver messo in circolo falsità, costretto a firmare un documento di polizia in cui ammetteva la sua colpa di compromissione dell’ordine sociale. Sono tanti i messaggi di rabbia per la sorte del giovane dottore, ma anche di gratitudine per il suo operato, tanto che la sorte di Li Wenliang è stato il topic più letto e discusso sui social, oltre un miliardo e mezzo di visualizzazioni. La forte reazione pubblica ha inoltre destato l’attenzione del governo: la commissione centrale per l’ispezione disciplinare e la commissione di supervisione nazionale condurranno un’indagine per fare chiarezza sulla vicenda del dottor Li.
Li Wenliang era una delle otto persone incarcerate per aver diffuso dicerie sul virus fatale e il destino degli altri sette rimane un punto di domanda.

Fonte: The Guardian
Link: https://www.theguardian.com/global-development/2020/feb/07/coronavirus-chinese-rage-death-whistleblower-doctor-li-wenliang

8 febbraio, Cina – La minaccia del coronavirus minaccia i grandi piani della Cina

Con il diffondersi del coronavirus, l’obiettivo cinese di dominare il 21° secolo rimane in bilico. La vision economico-industriale di Xi Jinping è infatti messa a dura prova dal momento che fabbriche e imprese stanno subendo l’impatto della crisi. Il virus ha già fatto più di 700 vittime e ogni organo dello Stato è stato impiegato per mettere in atto le quarantene in più di 15 città su oltre 50 milioni di abitanti e il governo cinese ha messo a disposizione oltre 142 milioni di dollari dai fondi per la guerra per sconfiggere il coronavirus, con i quali ha anche costruito un ospedale a Wuhan in dieci giorni. Il virus sta abbattendo i centri industriali cinesi, cosa che metterà un freno all’accesso della Cina alla tecnologia occidentale e rallenterà la produzione di tecnologia avanzata dall’alto valore aggiunto. Solo Wuhan rappresenta il 4% dell’economia cinese, regione chiave per l’automotive e per il piano “Made in China 2025” per dominare le tecnologie del futuro.

D’altro canto, l’emergenza del virus potrà incentivare la Cina a intensificare gli sforzi per perseguire il “Made in China 2025”. L’espandersi del virus potrebbe comportare un maggiore controllo delle autorità del governo in altre aree della Cina, compresa quella del settore privato high-tech, cosa che potrebbe minare quella tendenza all’innovazione che caratterizza il settore.

Fonte: Axios
Link: https://www.axios.com/coronavirus-made-china-2025-xi-jinping-7a49b4ae-4f48-49a5-b9f8-04fcbe48164a.html

9 febbraio, Cina – Pompeo e la spie cinesi 

Il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha detto all’Associazione dei governi nazionali che i governi devono fare attenzione nel condurre i loro affari con la Cina, in quanto il PCC imprime una forte influenza su di loro. Mike Pompeo, che ha sostenuto l’amministrazione Trump nel tenere una posizione aggressiva nei confronti della Cina, sta cercando di mettere in luce come la competizione con Pechino non sia soltanto una questione federale. Nel mettere in guardia le aziende americane, Pompeo cita Reagan e avverte: “nell’interazione economica date la vostra fiducia ma verificate”. Mentre la prima fase dell’accordo commerciale tra USA e Cina è stata raggiunta a gennaio, i due Paesi hanno ancora questioni di spionaggio irrisolte.

Fonte: Axios
Link: https://www.axios.com/pompeo-china-governors-spying-5cc7a8ea-91fd-4919-86be-633cd50e7fa0.html

 

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